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21 Agosto 2026

Leonardo e l’ecosistema ucraino dei droni: una nuova era per la difesa

Leonardo ha costituito una nuova società in Ucraina, Leonardo Ukraine, per sfruttare le competenze locali nel settore della difesa tecnologica, con un particolare interesse per i droni.

Leonardo e l'ecosistema ucraino dei droni: una nuova era per la difesa

Leonardo, il gigante italiano della difesa, ha compiuto un passo significativo verso l’innovazione tecnologica con la creazione di una nuova società in Ucraina. La Leonardo Ukraine LLC con sede a Kiev, rappresenta un investimento strategico nel settore della difesa, in particolare nel campo dei sistemi senza pilota.

La decisione riflette l’interesse crescente di Leonardo per le tecnologie militari sviluppate durante il conflitto in Ucraina. L’amministratore delegato Lorenzo Mariani ha più volte sottolineato l’importanza di collaborare con l’industria ucraina, definendola eccezionale per le competenze acquisite sul campo.

La nascita di Leonardo Ukraine LLC

La nuova società, registrata il 20 maggio 2026, è controllata al 100% da Leonardo International. Con un capitale sociale di circa 100.000 euro, Leonardo Ukraine LLC si concentra principalmente sulla ricerca e sviluppo sperimentale in campo scientifico e ingegneristico. Le sue attività spaziano dalla produzione di apparati per le comunicazioni alla sviluppo di software e sistemi elettronici.

Questa mossa non è isolata. Leonardo ha già una presenza in Ucraina attraverso la Elsacom Ukraine Joint Stock Company, partecipata al 49%. Tuttavia, la nuova società rappresenta un passo avanti significativo, permettendo a Leonardo di operare direttamente nel Paese con un raggio d’azione più ampio.

L’ecosistema ucraino dei droni

L’Ucraina è diventata un laboratorio a cielo aperto per le tecnologie militari, in particolare per i droni. Il conflitto ha spinto l’industria locale a sviluppare soluzioni innovative a un ritmo senza precedenti. Navigazione senza GPS, resistenza ai disturbi elettronici, riconoscimento automatico dei bersagli: queste sono solo alcune delle tecnologie che hanno visto una rapida evoluzione.

Al centro di questo ecosistema c’è Brave1 il polo statale ucraino per l’innovazione nella difesa. Brave1 riunisce circa 2.500 aziende e oltre 5.000 soluzioni tecnologiche, con un focus particolare sui droni, la guerra elettronica e l’intelligenza artificiale. Questo cluster rappresenta un’opportunità unica per Leonardo di accedere a tecnologie avanzate e di collaborare con aziende locali.

La collaborazione con Baykar

La strategia di Leonardo in Ucraina si inserisce in un contesto più ampio di collaborazioni internazionali. A luglio, Leonardo e la società turca Baykar hanno annunciato la creazione di LBA Systems una joint venture dedicata allo sviluppo di sistemi aerei senza equipaggio. Questa partnership combina le competenze di Leonardo nei sistemi elettronici e nei payload con l’esperienza di Baykar nella progettazione e produzione di droni.

Michelangelo Dome: il futuro della difesa

Leonardo sta sviluppando Michelangelo Dome un sistema di difesa aerea integrata e multidominio. Questo progetto, con un potenziale commerciale di circa 21 miliardi di euro nel prossimo decennio, rappresenta una delle priorità strategiche del gruppo. L’Ucraina è già inserita nella roadmap di Michelangelo Dome, con test previsti entro la fine del 2026.

La nuova società a Kiev potrebbe giocare un ruolo chiave in questo progetto, permettendo a Leonardo di testare e perfezionare il sistema in un ambiente operativo reale. Questo approccio potrebbe accelerare lo sviluppo di tecnologie avanzate e migliorare la competitività di Leonardo sul mercato globale.

Con un focus sui droni e le tecnologie militari avanzate, Leonardo punta a sfruttare le competenze locali per innovare e crescere in un settore in rapida evoluzione.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.