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17 Agosto 2026

Rischio correzione mercati azionari per l’entusiasmo sull’intelligenza artificiale

La Banca Centrale Europea avverte che l'entusiasmo per l'IA potrebbe portare a una correzione dei mercati azionari con ripercussioni sull'area euro

Rischio correzione mercati azionari per l'entusiasmo sull'intelligenza artificiale

L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale sta spingendo le valutazioni dei mercati azionari statunitensi ed europei verso livelli preoccupanti. Cinque economisti della Bce – Malin Andersson, Johannes Breckenfelder, Stefano Corradin, Kalin Nikolov e Maria Antonietta Viola – hanno sollevato l’allarme in un recente post sul blog della Banca centrale europea.

Secondo gli esperti, il rapporto CAPE (price/earnings corretto per il ciclo), sviluppato da Robert Shiller, ha raggiunto livelli storici massimi, simili a quelli della bolla delle dot-com. Anche i Mercati europei mostrano segnali di sovrastima, sebbene in misura minore.

Due spiegazioni per i cicli di boom e crollo tecnologici

Gli economisti analizzano due possibili letture per i cicli di boom e crollo che hanno accompagnato le rivoluzioni tecnologiche, dalle ferrovie ottocentesche all’IA odierna. Entrambe le ipotesi prevedono una correzione futura, anche se il momento esatto rimane imprevedibile.

La prima spiegazione è di natura razionale l’incertezza sulla produttività di una nuova tecnologia genera un option value che spinge al rialzo le valutazioni. Un esempio lampante è il titolo Nvidia che ha visto un aumento di venti volte dal 2026. Tuttavia, anche in caso di successo tecnologico, i prezzi potrebbero scendere a causa di un aumento del premio al rischio richiesto dagli investitori.

La seconda lettura è di tipo comportamentale gli investitori eccessivamente ottimisti possono spingere i prezzi oltre i fondamentali, con un successivo rientro più brusco.

L’esposizione dell’area euro ai titoli tecnologici

Gli economisti esaminano anche l’esposizione dell’area euro ai titoli tecnologici statunitensi, in particolare alle cosiddette Magnificent Seven (Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta Platforms, Microsoft e NVIDIA). Secondo i dati della Bce, la maggior parte delle esposizioni passa attraverso fondi comuni ed ETF con le famiglie dell’area euro che detengono circa 440 miliardi di euro in titoli tecnologici statunitensi.

Questa struttura basata sui fondi rappresenta un ulteriore canale di propagazione del rischio. Una correzione marcata potrebbe costringere i fondi a vendere attività per far fronte ai riscatti, alimentando ulteriori ribassi. Gli autori sottolineano che si tratta di una questione di stabilità finanziaria soprattutto se la correzione azionaria dovesse coincidere con un’instabilità di mercato più ampia.

Il contesto macroeconomico europeo

Sul fronte europeo, i multipli restano inferiori a quelli statunitensi e il contesto macroeconomico del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione appare resiliente. La produttività e i mark-up sono in aumento, e l’adozione dell’IA da parte delle imprese è in crescita costante.

Tuttavia, la stretta correlazione tra i mercati statunitensi ed europei implica che una correzione americana non lascerebbe indenne l’area euro. Gli autori concludono che una crisi di origine interna è meno probabile, ma gli effetti su fiducia, condizioni di finanziamento e assunzioni potrebbero essere significativi.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.