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8 Agosto 2026

Governo e opposizione in contrasto: le accuse di Conte sulle mascherine contraffatte

L'audizione di Giuseppe Conte alla commissione Covid ha acceso un nuovo scontro politico con la premier Meloni. Al centro della polemica, un documento anonimo e una transazione da 100 milioni per mascherine potenzialmente contraffatte.

Governo e opposizione in contrasto: le accuse di Conte sulle mascherine contraffatte

La gestione delle mascherine durante la pandemia da Covid-19 continua a dividere la politica italiana. L’ultima puntata di questo lungo scontro si è consumata durante l’audizione di Giuseppe Conte davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria. L’ex premier ha presentato un documento anonimo che, secondo lui, dimostrerebbe irregolarità nella fornitura di dispositivi di protezione da parte della società Jc Electronics.

Il documento anonimo e le accuse di Conte

Durante la sua audizione, Conte ha mostrato alla commissione un verbale del 2026 relativo alla fornitura di mascherine da parte di Jc Electronics. Secondo l’ex premier, il documento, ricevuto in forma anonima, conterrebbe elementi che farebbero pensare a dispositivi con un modello depositato non corrispondente all’efficacia filtrante dichiarata. Conte ha ipotizzato una possibile rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha depositato il documento alla procura di Roma, sostenendo che sia di interesse pubblico sapere se i 100 milioni pagati dallo Stato corrispondano a mascherine contraffatte. Jc Electronics ha risposto definendo il documento non una novità sostenendo che fosse già stato vagliato dalla magistratura nel giudizio di primo grado.

La transazione da 100 milioni e la risposta del governo

Al centro della polemica c’è la transazione da 100 milioni di euro firmata nell’ottobre 2026 dal governo meloni con Jc Electronics. La società, guidata da Dario Bianchi, aveva fatto causa allo Stato dopo che la struttura commissariale per l’emergenza, guidata da Domenico Arcuri sotto il governo Conte, aveva bloccato la fornitura ritenendo le mascherine non conformi agli standard richiesti.

In primo grado, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute erano stati condannati al pagamento di circa 203 milioni di euro, oltre agli interessi di mora. Prima dell’appello, il governo Meloni ha chiuso la vertenza con una transazione che ha ridotto l’importo a 100 milioni di euro, con il via libera dell’Avvocatura dello Stato.

Lo scontro politico e le accuse reciproche

Fuori dall’aula, Conte ha alzato il tiro definendo Meloni la regista di questi attacchi e sfidandola ad affrontarlo politicamente senza trucchetti. La premier ha risposto sui social respingendo l’accusa di voler orchestrare un plotone di esecuzione e ribadendo che la commissione non è un processo a una persona ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo.

Conte ha poi rilanciato su temi come le chat di Delmastro e l’inchiesta su Santanchè, rivendicando di aver risposto per ore mentre alla premier ha chiesto cinque minuti per rispondere all’Italia. Il duello è destinato a non concludersi qui, visto che il 14 settembre ci sarà il secondo capitolo, quando Conte tornerà davanti alla commissione per la seconda parte dell’audizione.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.