Il tema della salute alimentare ha recentemente riacceso il dibattito pubblico a causa del rinvio dell’applicazione dei nuovi limiti sui nitriti e nitrati nei formaggi stagionati.
Questo rinvio, che doveva entrare in vigore nel 2026, ha suscitato preoccupazioni tra i consumatori e le autorità sanitarie, sempre più allarmate per l’esposizione a sostanze potenzialmente cancerogene.
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Il contesto normativo attuale
In Italia, la regolamentazione riguardante i nitrati e i nitriti ha compiuto progressi significativi, sebbene non senza difficoltà. Le nuove norme, che riguardano carne, pesce e alcuni prodotti lattiero-caseari, sono già in vigore dal mese di ottobre. Tuttavia, per i formaggi stagionati, l’applicazione delle stesse normative è prevista solo a partire dal 2026. Questa tempistica è stata stabilita da una circolare del Ministero della Salute, in conformità con il decreto interministeriale del 2026, che recepisce le indicazioni fornite dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).
Le preoccupazioni dell’efsa
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha avvertito che i livelli attuali di nitriti costituiscono un rischio significativo per la salute pubblica. Pertanto, è necessaria una revisione urgente dei limiti stabiliti a livello europeo. Questa richiesta è stata formalizzata nel Regolamento 2026/2108, il quale introduce nuove misure per garantire la sicurezza alimentare. Tuttavia, il mercato italiano continuerà a offrire prodotti che non rispettano questi limiti per diversi mesi, a causa della stagionatura prolungata di molti formaggi.
Le conseguenze per i consumatori
Il problema dei nitriti non è nuovo. Nel 2015, l’OMS ha già etichettato la carne lavorata come cancerogena. Tuttavia, la mancanza di misure efficaci ha consentito che i rischi rimanessero nei limiti della tolleranza per oltre un decennio. Diverse ricerche hanno evidenziato un legame tra il consumo di carni trattate con nitriti e un aumento del rischio di sviluppare tumori, in particolare il tumore del colon-retto.
La voce della coalizione contro i nitriti
In occasione del decimo anniversario della classificazione dei salumi come cancerogeni, la Coalition Against Nitrites, composta da esperti in salute pubblica e rappresentanti del settore, ha inviato una lettera al Commissario europeo per la salute. Nella missiva, viene evidenziata la necessità di misure più rigorose. La coalizione sottolinea che, nonostante l’introduzione di nuovi limiti, i livelli di nitriti rimangono preoccupanti. Sono richieste l’introduzione di avvertenze sui prodotti e un supporto ai produttori per l’adozione di alternative più sicure.
Le alternative già esistenti
In Europa sono disponibili prodotti privi di nitriti, come il prosciutto di Parma e il prosciutto di San Daniele. Questi salumi sono realizzati senza additivi chimici da anni, dimostrando che è possibile ottenere prodotti di alta qualità senza l’uso di sostanze potenzialmente nocive. Sebbene le nuove normative rappresentino un passo avanti, molti esperti ritengono che la salvaguardia della salute pubblica rimanga insufficiente fino a quando i limiti non saranno rigorosamente applicati e monitorati.
I consumatori italiani si trovano ancora una volta di fronte a un futuro incerto riguardo alla sicurezza alimentare. Con l’entrata in vigore dei nuovi limiti non prima del 2026, l’esposizione a rischi significativi rimane un tema di grande rilevanza, spesso trascurato nella vita quotidiana. È fondamentale che i cittadini siano informati e consapevoli delle scelte alimentari. Inoltre, è necessario che le autorità competenti agiscano con decisione per garantire la loro sicurezza.