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Mutui, fisso o variabile?

Sui mutui c’è molto da dire e, purtroppo, tutto è sempre il contrario di tutto.

Fino a poco tempo fa, infatti, l’unica difesa contro i rischi sembrava essere il tasso fisso, che consentiva di ottenere nuovi finanziamenti e di proteggersi dai tassi impazziti dell’Euribor.
Ebbene sembra che anche questa ultima “barriera” sia stata abbattuta e che, paradossalmente, una nuova difesa possa giungere solo dal tanto demonizzato tasso di interesse variabile. A contribuire a questa svolta è stato soprattutto il Decreto Anti-crisi per il 2009 che ha fissato, per i soli tassi variabili, il tetto massimo del 4%.
Questa nuova normativa ha beneficiato coloro che avevano effettuato il passaggio da fisso a variabile, ma ha anche fortemente penalizzato quelli che avevano scelto, per motivi di prudenza, di sobbarcarsi il maggior costo del tasso fisso.
Un ruolo importante in questa “riscossa” dei tassi variabili ha poi giocato anche la drastica riduzione degli Euribor che ha reso i tassi variabili molto più convenienti.
Cosa fare duque?
Una delle strade percorribili sarebbe quella della rinegoziazione e della surroga che attualmente potrebbe consentire un risparmio mensile secco tra il 5,8 e il 16,8%, in previsione del prevedibile ed ulteriore calo degli Euribor nel 2009.
Ma prima di compiere questo passo sarà bene pensarci visto che gli Euribor, come tutti gli indici, non scenderanno in eterno e che quindi un rischio, e anche forte, rimane.
I più prudenti potranno quindi decidere di restare fedeli alla “formula fisso”, stipulando così un mutuo con un tasso che, magari oggi comporterà dei costi superiori, ma che risulterà più conveniente e sicuro in ottica pluriennale.
Tuttavia, è bene ricordarlo, anche i tassi fissi nascondono delle insidie, collegate all’andamento dei tassi Irs, per i quali si prevede una discesa nel 2009.
Il risultato?Nessuna certezza sulla scelta o sulla convenienza dell’una o dell’altra opzione, il mutuo rimane un “terno al lotto”.

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