Il petrolio Brent ha chiuso a 91.82 USD, segnando un ribasso dell’8.46% secondo i dati della U.S. Energy Information Administration. Un calo che non è un’eccezione, ma la regola in una settimana di debolezza diffusa tra le materie prime.
WTI a 84.25 USD, -8.16%. Il greggio statunitense segue la stessa direzione del Brent, con una variazione percentuale quasi identica. L’oro, spesso rifugio in tempi di incertezza, non fa eccezione: a 4078.1 USD, ma senza variazione percentuale indicata.
La sincronia dei ribassi tra petrolio e oro è un segnale da monitorare. Se il primo risente di fattori specifici come la domanda cinese e le scorte USA, il secondo solitamente si muove in controtendenza. Questa volta, invece, la rotta è comune.
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