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Recordati: bilancio 2026 solido e guidance 2026, che impatto sui mercati?

Il gruppo farmaceutico Recordati ha annunciato i risultati preliminari del 2026, mostrando una progressione operativa significativa nonostante un contesto macroeconomico complesso e un impatto negativo dei tassi di cambio.

In questo articolo riepiloghiamo i principali indicatori finanziari, le guidance per il 2026 e le possibili implicazioni sul comportamento delle azioni sul mercato italiano, evidenziando punti di forza e rischi.

La lettura dei numeri consente di valutare non solo la crescita dei ricavi, ma anche la qualità del cash flow e della struttura finanziaria. Di seguito analizziamo i dati chiave, il contributo dei segmenti di business e le stime del management, oltre a una sintesi tecnica dei livelli di prezzo da osservare per gli investitori.

Risultati operativi e finanziari del 2026

Recordati ha registrato ricavi per 2,618 miliardi di euro, con un incremento dell’11,8% rispetto all’anno precedente, trainato sia dal portafoglio Specialty & Primary Care sia dall’unità Rare Diseases. Il segmento Rare Diseases ha mostrato una dinamica particolarmente positiva, con una crescita del 16,6%, mentre lo Specialty & Primary Care è salito di circa il 3,8%.

Margini e redditività

Il margine operativo lordo (EBITDA) è aumentato del 14,5% raggiungendo i 991,1 milioni di euro, con una marginalità pari al 37,8%. Questo miglioramento operativo ha contribuito a un free cash flow in crescita a 558,8 milioni di euro, +4,3% rispetto all’esercizio precedente, a dimostrazione di una solida capacità di generare liquidità operativa.

Utile, debito e indicatori patrimoniali

L’utile netto rettificato si è attestato a 651,1 milioni di euro, in aumento del 14,5%, con un’incidenza sui ricavi del 24,9%. L’utile netto civilistico ha raggiunto i 443,6 milioni di euro, segnando una crescita del 6,5%. Parallelamente, l’indebitamento netto è sceso da 2,15 miliardi a 2,037 miliardi di euro, collocandosi poco sotto il rapporto di circa 2,1 volte l’EBITDA e migliorando la leva finanziaria del gruppo.

Fattori che hanno inciso sui risultati

I progressi sono stati raggiunti nonostante un significativo impatto avverso dei cambi e un aumento degli investimenti. Il management ha attribuito la performance a un mix commerciale favorevole e all’efficienza operativa delle business unit, sebbene l’assorbimento di capitale circolante sia aumentato per via dell’incremento delle scorte, soprattutto negli Stati Uniti.

Guidance 2026 e prospettive operative

Per il 2026 Recordati ha fornito una guidance che indica ricavi compresi tra 2,73 e 2,8 miliardi di euro e un EBITDA previsto tra 995 milioni e 1,03 miliardi di euro, con una marginalità indicativa intorno al 36,5%. L’utile netto rettificato è stimato tra 655 e 685 milioni di euro, riflettendo una marginalità vicina al 24%.

Il management ha inoltre confermato gli obiettivi strategici per l’esercizio successivo, puntando su una crescita organica sostenuta e su operazioni mirate di business development e potenziali attività di M&A per rafforzare il portafoglio prodotti.

Impatto sui corsi azionari e strategie operative

Alla luce dei conti, il titolo Recordati a Piazza Affari ha mostrato reazioni positive, avvicinandosi ai massimi dell’ultimo mese. Dal punto di vista tecnico, il superamento della resistenza vicino a 48,40 euro sarebbe un segnale rialzista che potrebbe favorire un proseguimento del recupero iniziato dai minimi intorno a 46 euro. In caso di rottura al rialzo, i target successivi citati dagli analisti sono i livelli di area 50 euro, seguiti dalla zona 51,2-51,25 euro e infine i 52 euro, dove convergono medie mobili di lungo periodo e trendline storiche.

Scenario ribassista e livelli critici

Se invece il titolo non dovesse superare i 48,40 euro, il movimento potrebbe rientrare tra i rimbalzi all’interno di un trend primario ribassista, con possibili nuove vendite verso 46,88 euro (chiusura del gap-up) e successivamente i minimi a circa 46 euro. La violazione di quest’ultimo livello potrebbe indebolire la struttura tecnica, aumentando le possibilità di un ritorno verso il bottom del 2026 attorno a 44 euro, con step intermedi sui 45 euro.

L’analisi finanziaria e tecnica integrata rimane fondamentale prima di qualsiasi decisione di investimento.

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