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Riforma delle Società tra Professionisti: Novità e Impatti nel Settore Legale e Economico

La legge n.

190 del 2026, entrata in vigore il 3 gennaio 2026, ha introdotto significative modifiche riguardanti le società tra professionisti (Stp). Le nuove disposizioni mirano a chiarire e semplificare le regole relative alla composizione del capitale sociale e alla governance di tali entità. Questo cambiamento è stato determinato dalla necessità di risolvere ambiguità e conflitti interpretativi che si erano sviluppati nel tempo.

Modifiche principali alla normativa

Il punto centrale delle modifiche riguarda l’articolo 10, comma 4, lettera b) della legge 183/2011. In precedenza, era richiesto che almeno due terzi del capitale sociale fosse detenuto da professionisti. Con la nuova normativa, le società tra professionisti possono ora avere una maggioranza di soci non professionisti, a condizione che i soci professionisti mantengano il controllo decisionale nelle deliberazioni.

Requisiti di governance e controllo

La nuova legge stabilisce che i soci professionisti devono continuare a detenere almeno i due terzi dei diritti di voto nelle decisioni dei soci. Ciò implica che, sebbene una parte significativa del capitale possa essere posseduta da soci non professionisti, la governance deve garantire che le decisioni chiave siano sempre influenzate dai professionisti. Questa modifica è stata accolta come un passo avanti per promuovere la collaborazione tra professionisti e investitori.

Implicazioni per il settore professionale

Con le nuove regole, si prevede un aumento delle società tra professionisti, poiché i non professionisti possono ora contribuire in modo più significativo al capitale. Questo cambiamento è particolarmente rilevante per professioni che richiedono investimenti elevati in beni strumentali e tecnologie avanzate. La presenza di soci finanziatori potrebbe quindi stimolare l’innovazione e la competitività nel settore.

Unione tra professionisti e investitori

Le modifiche normative si allineano con la visione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha criticato le interpretazioni restrittive precedenti. L’AGCM ha sottolineato che una lettura più flessibile della legge potrebbe favorire una maggiore concorrenza e un accesso più ampio alle risorse per i professionisti.

Riflessioni sulla riforma delle società tra professionisti

La riforma delle società tra professionisti rappresenta un cambiamento significativo nel panorama normativo italiano. L’inclusione di soci non professionisti nella maggioranza del capitale offre nuove prospettive per il settore, favorendo un approccio più dinamico e collaborativo. Sarà fondamentale monitorare l’applicazione di queste disposizioni nella pratica e valutare gli effetti che avranno sulle dinamiche professionali in futuro.

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