Nel 2026, NVIDIA lanciò le GPU CMP 170HX progettate esclusivamente per il mining di criptovalute. Queste schede, basate sul die GA100, lo stesso delle potenti GPU A100 per data center, erano state depotenziate per evitare la concorrenza con le schede grafiche consumer. Oggi, grazie a un tool open source, queste vecchie schede stanno vivendo una seconda giovinezza, rivelando un segreto ben custodito: fino a 80 GB di RAM nascosta.
La nascita delle CMP 170HX e il loro declino
Le CMP 170HX erano state create per rispondere alla corsa all’accaparramento delle schede grafiche da parte dei miner, che aveva lasciato i gamer senza possibilità di acquistare GPU per i loro PC. NVIDIA decise di creare una linea di prodotti dedicati al mining, privi di uscite video e supporto per il rendering 3D. Le schede venivano vendute con 8 o 10 GB di RAM, quantità ritenuta sufficiente per il calcolo hash necessario al mining.
Tuttavia, con il crollo del mercato delle criptovalute e il passaggio di Ethereum al meccanismo di Proof of Stake queste schede persero il loro scopo principale. Finirono per essere considerate obsolete, vendute sull’usato a prezzi irrisori, tra i 100 e i 200 dollari.
La scoperta della RAM nascosta
La svolta è arrivata con l’apparizione di un tool open source chiamato CMPUnlocker disponibile su GitHub. Questo strumento, sviluppato con l’aiuto di modelli di intelligenza artificiale, ha permesso di sbloccare la memoria nascosta nelle CMP 170HX. Le schede, inizialmente dichiarate con 8 o 10 GB di RAM, ne nascondevano in realtà fino a 80 GB.
La ragione di questa limitazione risiede nella progettazione hardware delle schede. L’architettura del bus di memoria HBM2e non permette di installare solo una parte della RAM senza compromettere l’integrità del bus stesso. NVIDIA aveva quindi saldato sul PCB 40, 64 o addirittura 80 GB di memoria, bloccandone l’accesso via firmware per evitare di cannibalizzare le vendite delle GPU A100 per data center.
Le sfide dello sblocco
Non tutte le schede riescono a sfruttare appieno la memoria sbloccata. La qualità dei die utilizzati e la presenza di moduli difettosi possono limitare la capacità effettiva. Le schede con memoria Hynix da 8 GB sembrano offrire maggiore stabilità quando sbloccate a 64 GB, mentre quelle con memoria Samsung da 10 GB, sbloccate a 80 GB, mostrano problemi di stabilità.
La banda passante delle schede sbloccate si attesta intorno ai 700-800 GB/s, ma alcune schede potrebbero dover abbassare le frequenze di clock per mantenere la stabilità. Inoltre, le CMP 170HX supportano solo il formato INT8, senza accelerazione per FP8, FP4 o FP6, limitando il loro utilizzo per l’intelligenza artificiale.
Il boom del mercato delle CMP 170HX
La scoperta della RAM nascosta ha scatenato una vera e propria corsa all’acquisto di queste schede obsolete. Le CMP 170HX, un tempo vendute a pochi dollari, ora raggiungono prezzi tra i 1.200 e i 2.000 dollari su eBay. Alcuni acquirenti stanno addirittura comprando lotti di centinaia di unità, sperando di trovare esemplari stabili e performanti.
Tuttavia, l’acquisto di queste schede rimane una sorta di lotteria. Non è possibile verificare in anticipo lo stato dei moduli di memoria e dei core, e il risultato finale può variare notevolmente da una scheda all’altra. Nonostante i limiti, la combinazione di un prezzo di partenza basso e la possibilità di accedere a una grande quantità di memoria ha reso queste schede estremamente appetibili per chi cerca soluzioni economiche per l’IA.



