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Stellantis e il Futuro della Gigafactory di Termoli: Novità e Prospettive per il Settore Elettrico

La chiusura della gigafactory di Termoli ha colto di sorpresa molti nel settore automobilistico, generando preoccupazioni per il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori.

La joint venture ACC, formata da Stellantis, Mercedes e Total, ha ufficialmente annunciato l’interruzione dei progetti di costruzione di gigafactory sia in Italia che in Germania. Questa decisione solleva interrogativi su come garantire la continuità della produzione e la sicurezza dei posti di lavoro.

Le reazioni di Stellantis

In risposta a questa decisione, Stellantis ha rilasciato una nota in cui esprime preoccupazione per le implicazioni industriali e sociali della chiusura. Il gruppo ha dichiarato di essere attivamente impegnato a monitorare la situazione e a garantire la protezione dei propri dipendenti. A Termoli, Stellantis ha confermato l’arrivo della nuova linea di produzione per il cambio e-DCT, prevista entro la fine del 2026. Inoltre, sono stati programmati investimenti su motori GSE conformi alla normativa Euro 7.

Strategia di supporto ai lavoratori

Stellantis ha comunicato l’intenzione di garantire continuità lavorativa agli attuali dipendenti di ACC. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale per mantenere la stabilità occupazionale in un contesto già difficile per l’industria automobilistica in Europa. Rappresentanti del sindacato hanno sottolineato l’importanza di un incontro immediato con la direzione di Stellantis. L’obiettivo è discutere le misure necessarie a compensare la chiusura della gigafactory.

Le richieste sindacali e il futuro della produzione a Termoli

I segretari nazionali e locali della Uilm, Gianluca Ficco e Francesco Guida, hanno evidenziato l’urgenza di ricevere chiarezza sulle future produzioni meccaniche a Termoli. Hanno sottolineato che la chiusura della gigafactory deve essere compensata attraverso scelte industriali coerenti, in grado di garantire occupazione e continuità produttiva. La richiesta principale è che Termoli diventi il centro di produzione di nuovi prodotti meccanici.

Competenze e professionalità a rischio

Termoli è stata per oltre 54 anni un punto di riferimento nella produzione di motori e cambi, accumulando competenze che ora sono a rischio. I sindacati hanno espresso preoccupazione per la sorte di 34 lavoratori italiani, di cui 21 ex Stellantis, attualmente impiegati in Francia. La richiesta di riassunzione presso Stellantis rappresenta un passo necessario per tutelare le professionalità acquisite nel tempo.

Le sfide del settore automobilistico

La decisione di ACC di abbandonare i progetti per le gigafactory è stata influenzata da difficoltà operative e dalla riduzione delle aspettative riguardo alla transizione verso l’elettrificazione. Stellantis ha recentemente riconsiderato le proprie strategie di investimento nella mobilità elettrica, annunciando una svalutazione dei progetti a causa di una transizione sovrastimata e di modelli che non garantiscono il ritorno economico atteso.

La situazione attuale impone una riflessione profonda su come il settore automotive possa adattarsi a queste sfide e mantenere la competitività. La necessità di un rinnovato impegno per sostenere la produzione locale e le competenze acquisite è fondamentale per garantire un futuro prospero per gli stabilimenti europei.

La situazione si evolve rapidamente: Stellantis deve affrontare sfide significative, dove la tutela dei lavoratori e il mantenimento delle capacità produttive a Termoli rivestono un’importanza cruciale. L’industria automobilistica si trova a un bivio e le scelte effettuate oggi influenzeranno in modo duraturo il futuro di migliaia di famiglie e l’economia regionale.

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