Nel 2026, la Consob ha intensificato la sua battaglia contro le truffe finanziarie online oscurando un numero record di siti abusivi. Con oltre 200 portali chiusi nei primi sei mesi dell’anno, l’Autorità ha quasi raggiunto il totale dell’intero 2026, dimostrando una crescita preoccupante delle frodi, soprattutto nel settore delle criptovalute.
L’ultimo intervento risale a pochi giorni fa, con l’oscuramento di 24 nuovi siti. Di questi, 10 offrivano servizi di investimento abusivi e 14 erano legati a cripto-attività. Da luglio 2019, la Consob ha chiuso complessivamente 1.793 siti, di cui 233 legati a fenomeni cripto.
L’aumento delle frodi legate alle criptovalute
Le criptovalute rappresentano uno dei fronti principali dell’attività di vigilanza della Consob. Con l’entrata in vigore del regolamento europeo Micar e del decreto legislativo 129/2026, i poteri dell’Autorità sono stati rafforzati. Nel 2026, sono stati adottati 80 provvedimenti di cessazione della prestazione abusiva di servizi per le cripto-attività e due relativi a offerte al pubblico prive del previsto white paper.
Nel primo semestre del 2026, dei 235 siti oscurati, 126 offrivano servizi di investimento abusivi, 93 erano legati a cripto-attività e 10 proponevano offerte al pubblico di prodotti finanziari senza il prospetto informativo previsto dalla legge. Sei siti pubblicizzavano piattaforme di trading prive delle necessarie autorizzazioni.
L’uso dell’intelligenza artificiale nelle frodi
Le truffe online stanno diventando sempre più sofisticate, grazie all’uso di intelligenza artificiale. I truffatori utilizzano siti web clonati, email fraudolente, falsi profili di personaggi pubblici e contenuti generati artificialmente per rendere più credibili le loro proposte di investimento.
Video manipolati, finte interviste e immagini generate artificialmente vengono utilizzati per pubblicizzare investimenti ‘sicuri’ o rendimenti irrealistici, facendo credere che a promuoverli siano imprenditori, politici o personaggi dello spettacolo. La Consob invita gli investitori a verificare sempre che l’intermediario attraverso cui si investe sia autorizzato e a controllare la presenza del prospetto informativo o del white paper per le criptovalute.
False email a nome della Consob
Un’altra tecnica sempre più diffusa è l’invio di false email a nome della Consob. I truffatori utilizzano indirizzi email e riferimenti falsamente associati all’Autorità per convincere i cittadini della credibilità del messaggio. L’obiettivo è ottenere dati personali o indurre gli utenti a cliccare su collegamenti sospetti.
La Consob ha precisato che queste iniziative non sono in alcun modo riconducibili all’Autorità e non sono state da essa autorizzate. L’Autorità ha ribadito che non promuove investimenti, non invita il pubblico ad aderire a iniziative finanziarie e non richiede mai l’invio di denaro o informazioni personali attraverso documenti da compilare online.
La Consob invita i risparmiatori a prestare attenzione ai messaggi ricevuti via email, a non aprire allegati sospetti e a non cliccare su link contenuti in comunicazioni non verificate. L’accelerazione registrata quest’anno dimostra come il contrasto alle truffe finanziarie online sia diventato una delle principali sfide della vigilanza.



