Gli apparecchi attualmente usati dai consumatori continueranno a funzionare senza problemi, ma saranno disponibili anche nuove tecnologie per accedere a servizi in banda larga ad alta velocità.
La riforma della direttiva sortirà anche effetti economici positivi per il settore e agevolerà la diffusione di nuovi servizi senza fili, grazie alla contrazione dei costi di rete derivante dall’uso di bande di frequenza più basse: ciò consentirà al settore delle telecomunicazioni di risparmiare fino a 1,6 miliardi di euro in costi di capitale per la fornitura di un’unica rete europea.
La direttiva aggiornata sarà presumibilmente firmata in settembre dai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri e quindi sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Contemporaneamente la Commissione adotterà una decisione che entrerà in vigore alla stessa data della direttiva e che stabilirà le norme tecniche necessarie per la coesistenza del sistema GSM (telefoni cellulari di seconda generazione) con il sistema UMTS (telefoni di terza generazione, o 3G, che aggiungono ai servizi telefonici normali l’Internet mobile ad alta velocità) sulle frequenze GSM, secondo quanto previsto dalla direttiva.
Le amministrazioni nazionali avranno allora sei mesi per recepire la direttiva e attuare la decisione in modo che le bande di frequenza dello spettro GSM siano pienamente disponibili per la 3G.


