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30 Settembre 2026

631 milioni per progetti di R&S automotive: come accedere al fondo

Scopri come le imprese automotive potranno accedere a 631 milioni di fondi a fondo perduto, con priorità al Sud e incentivi per la collaborazione con il mondo accademico.

631 milioni per progetti di R&S automotive: come accedere al fondo

Nel contesto di una profonda trasformazione della catena produttiva automobilistica, il governo ha deciso di inserire una spinta finanziaria senza precedenti. 631 milioni di euro sono stati destinati al Fondo Automotive per sostenere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto contenuto tecnologico, includendo anche tecnologie a uso duale. L’iniziativa, coordinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mira a rafforzare la competitività del comparto e a favorire la riconversione verso soluzioni elettriche e digitali.

Il provvedimento è stato formalizzato con il decreto direttoriale del 17 settembre 2026, che ha stabilito le regole operative e ha affidato la gestione a Mediocredito Centrale tramite il Fondo Crescita Sostenibile. La piattaforma digitale dedicata aprirà il sportello telematico alle ore 10:00 del 25 novembre 2026, consentendo a imprese, artigiani, enti di trasporto e centri di ricerca di presentare le proprie domande.

Modalità di presentazione delle domande

Le istanze potranno essere compilate online a partire dall’11 novembre, data in cui il portale renderà disponibile il modulo precompilato. Questo facilita la procedura, permettendo ai richiedenti di inserire i dati anagrafici e le informazioni di progetto una sola volta, per poi completare la parte tecnica entro la scadenza ufficiale. L’ordine di arrivo verrà rispettato rigorosamente in base alla data e all’ora di invio, garantendo trasparenza nell’istruttoria.

Scadenze e documentazione richiesta

Le domande dovranno includere una descrizione dettagliata del progetto, il piano finanziario, le certificazioni di solidità economico-finanziaria e, dove previsto, la collaborazione con istituti di ricerca. È obbligatorio allegare il business plan il budget articolato per voci (personale, attrezzature, consulenza, brevetti) e le autorizzazioni ambientali o di sicurezza, se necessarie. Le proposte incompleti o con dati incoerenti saranno respinte prima della valutazione qualitativa.

Beneficiari, importi ammessi e criteri di valutazione

Possono partecipare imprese industriali società di trasporto, artigiani specializzati e centri di ricerca che operano in forma di consorzi. I progetti devono prevedere un investimento complessivo compreso tra 5 e 40 milioni di euro. La struttura della sovvenzione prevede:

  • Ricerca industriale contributo fino al 50 % delle spese ammissibili.
  • Sviluppo sperimentale contributo fino al 25 %.
  • Finanziamento agevolato ulteriore 20 % erogabile sotto forma di credito a tasso agevolato.

In più, i progetti realizzati congiuntamente da PMI e organismi di ricerca otterranno un maggioratore del contributo del 10 % per le PMI e del 5 % per le grandi industrie, sempre nel rispetto dei limiti imposti dalle normative comunitarie.

Quote territoriali e premi per la partnership

Per rispettare le direttive di coesione, il 40 % delle risorse (circa 250 milioni di euro) è riservato a progetti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questo incentivo territoriale punta a preservare i poli produttivi di componentistica presenti nel Sud e a stimolare nuovi investimenti. Inoltre, i progetti con partner accademici ricevono un bonus aggiuntivo, favorendo il trasferimento tecnologico e l’integrazione tra ricerca e industria.

Possibili criticità: il filtro di solidità e le ripercussioni sul Sud

Il bando prevede, in caso di domanda superiore alla dotazione finanziaria, una graduatoria basata prevalentemente su indicatori di solidità finanziaria. Questo criterio, se da un lato tutela le finanze pubbliche, potrebbe penalizzare le piccole e medie imprese della componentistica, che spesso operano con bilanci più fragili a causa della transizione verso l’elettrico. Il rischio è che le risorse settate per il Mezzogiorno vengano concentrate nelle mani di grandi gruppi, lasciando in difficoltà le realtà più vulnerabili del territorio.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.