In un panorama finanziario in continua evoluzione, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) nato sotto l’egida della Consob si propone come punto di riferimento per la risoluzione delle dispute che potrebbero sorgere tra gli operatori di criptovalute registrati in Italia e la loro clientela.
Questa proposta è stata avanzata dal presidente dell’organismo, Gianpaolo Barbuzzi durante un’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema bancario, presieduta da Pierantonio Zanettin.
Un contesto normativo in trasformazione
La disciplina degli operatori di criptovalute è passata dall’Organismo Agenti e Mediatori (Oam) alla Consob a seguito dell’introduzione del regolamento europeo Mica. Tuttavia, il perimetro di intervento dell’Acf non è stato esteso a questo nuovo ambito.
Barbuzzi ha spiegato ai senatori che per ampliare i compiti dell’Acf non è necessario un intervento legislativo. Una semplice modifica del regolamento che disciplina l’attività dell’Arbitro potrebbe essere sufficiente, come già avvenuto in passato per le piattaforme di crowdfunding.
Un modello già collaudato
L’idea di estendere le competenze dell’Acf alle criptovalute si basa su un modello già collaudato. In passato, l’organismo ha infatti ampliato il suo ambito di intervento senza necessità di modifiche legislative, semplicemente adeguando il proprio regolamento.
Questo approccio potrebbe essere replicato anche per le criptovalute, permettendo all’Acf di diventare un punto di riferimento per la risoluzione delle controversie in un settore in rapida crescita e ancora poco regolamentato.
Le sfide future
L’estensione delle competenze dell’Acf alle criptovalute rappresenta una sfida importante. Il settore è caratterizzato da una grande volatilità e da una normativa ancora in fase di sviluppo. Tuttavia, l’esperienza maturata dall’organismo nella risoluzione delle controversie in altri ambiti finanziari potrebbe rivelarsi preziosa.
In un contesto in cui la tecnologia blockchain e le criptovalute stanno diventando sempre più rilevanti, l’intervento dell’Acf potrebbe contribuire a garantire maggiore sicurezza e trasparenza per gli investitori italiani.



