La tensione sui mercati crypto ha spinto le autorità sudcoreane a verificare la resilienza degli istituti finanziari. La Banca di Corea ha avviato una richiesta di informazioni rivolta a banche e società di intermediazione per valutare l’esposizione ai rischi legati agli asset digitali, mentre la Commissione per i servizi finanziari (FSC) ha sollecitato gli exchange nazionali ad aumentare la quota di riserve custodite in wallet a freddo. Le misure seguono un maxi furto informatico che ha coinvolto un importante exchange globale, con dinamiche che illustrano le vulnerabilità operative del settore.
L’azione delle autorità combina due direttrici: da un lato la raccolta di dati dettagliati sugli impegni e sulle procedure interne degli istituti, dall’altro un richiamo operativo a rafforzare controlli, monitoraggio e capacità di risposta agli incidenti. Le autorità competenti chiedono inoltre condivisione rapida delle informazioni su tentativi di accesso anomali e un aumento delle risorse dedicate alla sicurezza informatica.
Banca di Corea: questionario su scenari di crisi e partecipazione al mercato
Nell’ambito della prima revisione ufficiale sulla partecipazione degli istituti finanziari al mercato degli asset virtuali, la Banca di Corea ha inoltrato un questionario a 18 banche e 13 società di intermediazione, iniziato il 23 ottobre. Le domande riguardano personale e budget destinati alle attività crypto, motivazioni d’ingresso nel mercato e importi investiti in fornitori nazionali e stranieri. Vengono inoltre proposti scenari di stress operativi: ad esempio, che impatto avrebbe la sospensione temporanea delle attività del principale exchange sudcoreano a causa di un grave attacco informatico?
Scenari specifici richiesti
Tra i casi ipotizzati figurano un attacco hacker capace di bloccare operazioni centralizzate, un significativo ribasso dei prezzi con contrazione prolungata dei volumi di scambio e la possibilità che un’altra istituzione finanziaria subisca perdite ingenti a seguito di un incidente collegato alle criptovalute. Le autorità hanno chiesto risposte entro mercoledì, per ottenere una mappatura rapida dei rischi e delle contromisure già in atto.
FSC e le misure richieste dopo l’hack da 6,3 miliardi
A seguito del furto da circa 6,3 miliardi di dollari sottratti dagli hot wallet di un grande exchange internazionale, la Commissione per i servizi finanziari ha convocato una riunione d’emergenza con organismi di vigilanza, associazioni di settore e fornitori di servizi crypto. La raccomandazione principale è stata di aumentare la percentuale di asset conservati offline in cold storage e di rafforzare le procedure di controllo sugli accessi e sulle approvazioni dei prelievi.
La normativa locale già impone che almeno l’80% delle riserve degli utenti venga custodito in modalità fredda, ma le quote effettive variano fra gli exchange: alcuni riportano percentuali prossime al 99%, altri si attestano vicino alla soglia minima. La FSC ha inoltre sollecitato un monitoraggio continuo di depositi e prelievi, potenziamento del personale per la risposta agli incidenti e obbligo di segnalazione tempestiva di accessi sospetti.
Dinamiche dell’attacco globale e implicazioni
Gli aggressori hanno sfruttato hot wallet connessi a Internet per trasferire la maggior parte dei fondi in pochi minuti; analisi esterne hanno indicato tempi di movimentazione estremamente rapidi. Autorità estere hanno attribuito responsabilità del genere di attacchi a gruppi statuali, sottolineando come la natura transnazionale delle minacce renda necessario un coordinamento internazionale oltre alle misure tecniche locali.
Controlli di cybersicurezza e impatto sui mercati
Parallelamente alle verifiche sulla resilienza degli istituti, le autorità di regolamentazione hanno rafforzato i controlli sulla cybersicurezza: ispezioni e proposte normative mirano a valutazioni di vulnerabilità più frequenti e a una maggiore responsabilizzazione dei vertici aziendali. I recenti controlli hanno evidenziato carenze diffuse, spingendo a norme che aumentino il livello minimo di sicurezza presso le società finanziarie che operano con asset digitali.
Il settore ha risposto con progetti pilota su stablecoin bancarie e collaborazioni tecniche per infrastrutture digitali, mentre il mercato azionario ha mostrato reazioni di nervosismo legate alle ricadute sui titoli più esposti al settore tecnologico e finanziario. L’insieme di misure e inchieste mira a ridurre l’esposizione sistemica e a impedire che incidenti su scala globale si traducano in shock finanziari nazionali.



