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3 Novembre 2026

Banche e exchange sotto esame dopo l’hack da 6,3 miliardi

La Banca di Corea ha inviato un questionario a banche e società di intermediazione sugli impatti di hack ed eventi estremi, mentre la FSC chiede più fondi in wallet freddi dopo l’hack da 6,3 miliardi.

Banche e exchange sotto esame dopo l’hack da 6,3 miliardi

La tensione sui mercati crypto ha spinto le autorità sudcoreane a verificare la resilienza degli istituti finanziari. La Banca di Corea ha avviato una richiesta di informazioni rivolta a banche e società di intermediazione per valutare l’esposizione ai rischi legati agli asset digitali, mentre la Commissione per i servizi finanziari (FSC) ha sollecitato gli exchange nazionali ad aumentare la quota di riserve custodite in wallet a freddo. Le misure seguono un maxi furto informatico che ha coinvolto un importante exchange globale, con dinamiche che illustrano le vulnerabilità operative del settore.

L’azione delle autorità combina due direttrici: da un lato la raccolta di dati dettagliati sugli impegni e sulle procedure interne degli istituti, dall’altro un richiamo operativo a rafforzare controlli, monitoraggio e capacità di risposta agli incidenti. Le autorità competenti chiedono inoltre condivisione rapida delle informazioni su tentativi di accesso anomali e un aumento delle risorse dedicate alla sicurezza informatica.

Banca di Corea: questionario su scenari di crisi e partecipazione al mercato

Nell’ambito della prima revisione ufficiale sulla partecipazione degli istituti finanziari al mercato degli asset virtuali, la Banca di Corea ha inoltrato un questionario a 18 banche e 13 società di intermediazione, iniziato il 23 ottobre. Le domande riguardano personale e budget destinati alle attività crypto, motivazioni d’ingresso nel mercato e importi investiti in fornitori nazionali e stranieri. Vengono inoltre proposti scenari di stress operativi: ad esempio, che impatto avrebbe la sospensione temporanea delle attività del principale exchange sudcoreano a causa di un grave attacco informatico?

Scenari specifici richiesti

Tra i casi ipotizzati figurano un attacco hacker capace di bloccare operazioni centralizzate, un significativo ribasso dei prezzi con contrazione prolungata dei volumi di scambio e la possibilità che un’altra istituzione finanziaria subisca perdite ingenti a seguito di un incidente collegato alle criptovalute. Le autorità hanno chiesto risposte entro mercoledì, per ottenere una mappatura rapida dei rischi e delle contromisure già in atto.

FSC e le misure richieste dopo l’hack da 6,3 miliardi

A seguito del furto da circa 6,3 miliardi di dollari sottratti dagli hot wallet di un grande exchange internazionale, la Commissione per i servizi finanziari ha convocato una riunione d’emergenza con organismi di vigilanza, associazioni di settore e fornitori di servizi crypto. La raccomandazione principale è stata di aumentare la percentuale di asset conservati offline in cold storage e di rafforzare le procedure di controllo sugli accessi e sulle approvazioni dei prelievi.

La normativa locale già impone che almeno l’80% delle riserve degli utenti venga custodito in modalità fredda, ma le quote effettive variano fra gli exchange: alcuni riportano percentuali prossime al 99%, altri si attestano vicino alla soglia minima. La FSC ha inoltre sollecitato un monitoraggio continuo di depositi e prelievi, potenziamento del personale per la risposta agli incidenti e obbligo di segnalazione tempestiva di accessi sospetti.

Dinamiche dell’attacco globale e implicazioni

Gli aggressori hanno sfruttato hot wallet connessi a Internet per trasferire la maggior parte dei fondi in pochi minuti; analisi esterne hanno indicato tempi di movimentazione estremamente rapidi. Autorità estere hanno attribuito responsabilità del genere di attacchi a gruppi statuali, sottolineando come la natura transnazionale delle minacce renda necessario un coordinamento internazionale oltre alle misure tecniche locali.

Controlli di cybersicurezza e impatto sui mercati

Parallelamente alle verifiche sulla resilienza degli istituti, le autorità di regolamentazione hanno rafforzato i controlli sulla cybersicurezza: ispezioni e proposte normative mirano a valutazioni di vulnerabilità più frequenti e a una maggiore responsabilizzazione dei vertici aziendali. I recenti controlli hanno evidenziato carenze diffuse, spingendo a norme che aumentino il livello minimo di sicurezza presso le società finanziarie che operano con asset digitali.

Il settore ha risposto con progetti pilota su stablecoin bancarie e collaborazioni tecniche per infrastrutture digitali, mentre il mercato azionario ha mostrato reazioni di nervosismo legate alle ricadute sui titoli più esposti al settore tecnologico e finanziario. L’insieme di misure e inchieste mira a ridurre l’esposizione sistemica e a impedire che incidenti su scala globale si traducano in shock finanziari nazionali.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.