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6 Novembre 2026

Binance riprende i prelievi: 95% dei fondi rubati già restituiti

Binance riapre i prelievi, ha sostituito quasi tutto il denaro sottratto e cerca di rassicurare gli utenti in un contesto di forte apprensione.

Binance riprende i prelievi: 95% dei fondi rubati già restituiti

Il più grande exchange di criptovalute al mondo ha riattivato i prelievi dopo un attacco informatico che ha sottratto oltre 6,3 miliardi di dollari, cifra che le autorità statunitensi collegano a un gruppo di hacker nordcoreani. La decisione di riaprire i canali di uscita è stata accompagnata da una comunicazione ufficiale in cui si garantisce che il 95% delle perdite è stato già coperto grazie a fondi aziendali, assicurativi e dedicati alla sicurezza.

Nel primo intervallo di nove ore e mezza successivo alla riapertura, gli utenti hanno ritirato complessivamente 3,64 miliardi di dollari netti. Si tratta di una diminuzione rispetto ai picchi iniziali, ma comunque rappresenta il 2,1% del totale di asset detenuti sulla piattaforma. I prelievi lordi, ossia l’importo richiesto prima delle eventuali commissioni o restituzioni interne, hanno superato i 4,6 miliardi di dollari, mentre i depositi sono stati appena sopra il miliardo, indicando una prima stabilizzazione dei flussi di capitale.

Ripresa dei prelievi e analisi dei volumi

Le cifre fornite dall’exchange contrastano con una prima stima di DefiLlama, che aveva indicato deflussi totali di 5,81 miliardi di dollari. Binance ha spiegato che tale differenza deriva dall’esclusione di trasferimenti interni verso nuovi portafogli controllati dalla piattaforma, operazioni che non rappresentano uscite reali per gli utenti finali. L’andamento dei prelievi è stato quindi caratterizzato da un primo balzo, seguito da una progressiva riduzione, segno che la paura di una corsa agli sportelli non si è trasformata in un fenomeno di massa.

Dati sui flussi netti e loro implicazioni

Il valore netto prelevato (3,64 miliardi) è stato inferiore alle aspettative di molti osservatori, il che suggerisce che una parte consistente degli investitori ha deciso di attendere ulteriori chiarimenti prima di spostare i fondi. Il rapporto tra prelievi e depositi attuale indica un delicato equilibro: per ora, la fiducia non è stata compromessa al punto da provocare un effetto domino, ma i professionisti del settore avvertono un possibile ritiro di capitali istituzionali nel medio periodo.

Risposta di Binance e misure di sicurezza adottate

Binance ha dichiarato di aver attivato una risposta a più livelli per limitare i danni e ripristinare la piena operatività. In un comunicato il co-amministratore delegato Yi He ha sottolineato che la priorità assoluta è garantire un ambiente sicuro, per poi consentire ai clienti di ritirare i fondi e riavviare le attività di scambio. La piattaforma ha già riabilitato i prelievi di Bitcoin sulla propria rete, insieme a Ether e a certe stablecoin sulla blockchain di Ethereum, lasciando temporaneamente sospese altre criptovalute.

Copertura finanziaria e operatività graduale

Secondo le informazioni fornite, la quasi totalità dei beni sottratti è stata reintegrata mediante un fondo interno, un’assicurazione dedicata e un ulteriore fondo per violazioni di sicurezza. I token meno liquidi richiederanno più tempo per essere ricostituiti, ma Binance sta procedendo per “fase” per limitare ulteriori disagi. Il patrimonio dichiarato della piattaforma, a fine ottobre, ammontava a 171 miliardi di dollari, con una media giornaliera di scambi di circa 95 miliardi, cifra che suggerisce la capacità di assorbire shock di tale entità.

Le autorità statunitensi, in particolare l’FBI, hanno attribuito l’attacco al gruppo noto come TraderTraitor, collegato allo Stato della Corea del Nord. Il laboratorio investigativo ha pubblicato una lista di circa 500 indirizzi Ethereum usati per riciclare i proventi, richiedendo a tutte le piattaforme di criptovalute di bloccare le transazioni sospette. Anche gli emittenti di stablecoin hanno reagito: Circle ha segnalato il blocco di oltre 1,1 miliardi di dollari di USDC coinvolti nell’operazione.

Nel contesto più ampio, i movimenti di capitale hanno avuto ripercussioni sui prodotti finanziari correlati. Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato deflussi di 643 milioni di dollari, il più alto del mese, e le posizioni a leva sono state liquidate per oltre 1,3 miliardi. Gli analisti interpretano questi dati come un segnale di riduzione del rischio da parte degli investitori istituzionali, che potrebbero riconsiderare la propria esposizione al mercato cripto.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.