La Sardegna è al centro di una vivace controversia riguardante un progetto turistico nell’area di Cala Finanzauno dei luoghi più suggestivi della Gallura. La Regione Sardegnaguidata dalla presidente Alessandra Toddee l’associazione ambientalista Legambiente hanno espresso forte contrarietà al progetto, che prevede la trasformazione di una villa esistente in una struttura turistico-ricettiva di lusso.
Il progetto, promosso da investitori brasiliani, è stato autorizzato attraverso la procedura semplificata della Zona Economica Speciale (ZES)suscitando le proteste dei cittadini e delle istituzioni locali. La vicenda ha visto una forte partecipazione di cittadini e amministratori durante un Consiglio comunale aperto convocato il 19 giugno 2026 a Loiri Porto San Paolo.
La posizione della Regione Sardegna
La presidente Alessandra Todde ha ribadito con fermezza la posizione della Regione: “La Sardegna non accetta scorciatoie. La Regione si è espressa in maniera negativa in Conferenza dei servizi e ha trasmesso una nota alla Presidenza del Consiglio per manifestare la propria contrarietà.” La Todde ha sottolineato che “proteggere Cala Finanza non è soltanto un atto dovuto, ma una dimostrazione che il paesaggio è la nostra identità.”
Il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloniha ricordato il valore delle competenze statutarie della Sardegna in materia urbanistica e paesaggistica. “Una procedura accelerata, prevista nell’ambito della Zona economica speciale, non può in alcun modo comprimere le competenze primarie della Sardegna”, ha dichiarato Meloni. La Regione ha già intrapreso azioni legali davanti al TAR e intende utilizzare ogni strumento utile per tutelare le proprie prerogative.
L’intervento di Legambiente
Legambiente ha definito “inaccettabile” il via libera al progetto turistico in un’area tutelata, ottenuto attraverso la procedura della Zona economica speciale. L’associazione ambientalista invita le istituzioni a difendere il sistema di tutele urbanistiche e paesaggistiche costruito nell’isola negli ultimi vent’anni. “Su Cala Finanza, i principali soggetti con competenze ambientali e paesaggistiche, la Regione in primis e l’area tecnica del Comune compresa, hanno espresso parere negativo”, ha dichiarato Legambiente.
La critica principale riguarda il fatto che il via libera sia arrivato nonostante i pareri contrari espressi dagli enti competenti. “La proposta non è conforme alla disciplina, non a quella della L.R. n. 45/1989, non a quella del Piano paesaggistico regionale”, ha aggiunto l’associazione. Legambiente guarda anche oltre il singolo intervento, richiamando il progetto più ampio promosso dalla società Tavolara Bayche negli anni scorsi ha illustrato un masterplan comprendente un resort di lusso con hotel, ville, ristoranti, beach club e porto turistico.
Il valore del paesaggio sardo
La vicenda di Cala Finanza assume un valore che va oltre la singola variante urbanistica. “In un momento in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche sono sempre più complesse e interrelate, dobbiamo difendere con orgoglio, a tutti i livelli, le scelte pianificatorie che ci consentiranno di consegnare alle future generazioni territori integri, ecosistemi vitali, paesaggi dall’alto valore testimoniale”, hanno affermato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente regionale Marta Battaglia.
La presidente Todde ha concluso ribadendo che la Regione non è contraria agli investimenti, purché vengano rispettate le norme e le competenze della Sardegna. “La Sardegna ha bisogno di sviluppo, lavoro e imprese serie. Questo sviluppo deve rispettare le regole, il paesaggio e le competenze democratiche dei territori. Continueremo a difendere con ogni mezzo legittimo il paesaggio, l’autonomia e il diritto dei sardi a decidere del proprio futuro”, ha dichiarato la presidente.


