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5 Agosto 2026

Novità fiscali 2026: Irpef, concordato preventivo e fringe benefit

La riforma fiscale è finalmente completata. Scopri le novità per le famiglie, le imprese e i lavoratori, con un focus sulle detrazioni Irpef, il concordato preventivo e i fringe benefit.

Novità fiscali 2026: Irpef, concordato preventivo e fringe benefit

Il governo ha completato la Riforma fiscale con l’approvazione di tre decreti legislativi. Questi interventi, varati nell’ultimo Consiglio dei ministri, riguardano vari aspetti del sistema tributario italiano, tra cui le detrazioni Irpef per le famiglie, il concordato preventivo per partite IVA e imprese, i controlli su scontrini e pagamenti elettronici e la disciplina dei fringe benefit aziendali.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa per la fine del mese, rendendo operative le nuove regole secondo le tempistiche indicate nei decreti. Il viceministro dell’economia e delle Finanze, Maurizio Leo ha definito questo passaggio storico sottolineando che la Nazione aspettava una riforma organica del fisco da oltre mezzo secolo.

Riorganizzazione delle detrazioni Irpef per le famiglie

Uno dei capitoli centrali dei decreti riguarda le famiglie e, in particolare, la revisione dell’Irpef in materia di carichi familiari. L’Irpef, o Imposta sul reddito delle persone fisiche è la principale imposta diretta italiana che colpisce i redditi di lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati.

Il nuovo intervento, introdotto dall’articolo 1 dello schema di decreto legislativo, punta a riordinare le detrazioni e a risolvere alcune criticità normative emerse negli ultimi anni. Il focus è sulla composizione del nucleo familiare e sulla presenza di persone con disabilità, due elementi che incidono significativamente sulla capacità contributiva di una famiglia.

La misura dà attuazione alla delega fiscale (legge 111/2026), che prevede una graduale riduzione dell’Irpef attraverso il riordino delle detrazioni dall’imposta lorda. In pratica, invece di intervenire solo sulle aliquote, il legislatore agisce anche sulle detrazioni, cioè sugli sconti d’imposta riconosciuti in base a specifiche condizioni, come i carichi di famiglia, per rendere il prelievo più coerente con la situazione del contribuente.

Concordato preventivo: stop ai controlli e premi per chi rinnova

Un altro tassello importante della riforma riguarda il concordato preventivo, lo strumento che consente a partite IVA e imprese di definire in anticipo, su base biennale, il proprio reddito imponibile con il fisco. Le modifiche approvate introducono una serie di incentivi per chi aderisce e rinnova il concordato preventivo biennale.

Le novità prevedono innanzitutto lo stop ai controlli per quattro anni (2026-2026) per i contribuenti interessati. In aggiunta, è previsto un premio sotto forma di semplificazioni su più fronti: regole più semplici per compensazioni e rimborsi d’imposta, maggiore flessibilità nel pagamento delle imposte a rate per chi rinnova il cosiddetto preventivo biennale.

Il concordato preventivo biennale rientra nella strategia di collaborazione tra fisco e contribuenti: chi accetta di dichiarare un reddito concordato in anticipo ottiene, in cambio, minori adempimenti e un quadro di maggiore certezza sui rapporti con l’amministrazione finanziaria.

Controlli su scontrini e POS: tolleranza del 5%

I decreti intervengono anche sul fronte della lotta all’evasione e del controllo dei flussi di pagamento, con un capitolo dedicato all’abbinamento tra registratori telematici e POS. I registratori telematici sono gli apparecchi che inviano in tempo reale all’Agenzia delle Entrate i dati degli scontrini, mentre il POS registra i pagamenti elettronici (carte, bancomat, wallet digitali).

Le nuove regole introducono una soglia di tolleranza del 5% per l’applicazione delle sanzioni in caso di divergenze tra i dati degli scontrini e i pagamenti elettronici accettati. In sostanza, scostamenti contenuti entro il 5% non faranno scattare automaticamente le sanzioni, riconoscendo che piccole differenze possono derivare anche da aspetti tecnici o operativi.

Fringe benefit: focus sulle auto aziendali

L’ultimo fronte toccato dai decreti è la revisione della disciplina dei fringe benefit, ossia i compensi in natura che le aziende riconoscono ai dipendenti (ad esempio auto aziendali, buoni acquisto, alloggio).

La riforma ha l’obiettivo di semplificare il trattamento fiscale dei veicoli assegnati ai dipendenti. La tassazione delle auto aziendali, infatti, è un tema particolarmente rilevante sia per le imprese, che utilizzano spesso questo strumento nella politica retributiva, sia per i lavoratori, per i quali il valore del beneficio concorre in parte alla formazione del reddito imponibile.

Le nuove regole puntano quindi a rendere più lineare e chiaro il regime fiscale applicabile a questi benefit, nell’ambito del più ampio riassetto del sistema tributario disegnato dalla legge delega.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.