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carmignac rafforza competenze nel debito dei mercati emergenti con nuove nomine

Carmignac ha potenziato il suo team dedicato al debito dei mercati emergenti con l’arrivo di due professionisti chiave, rafforzando così la capacità di gestione dei portafogli e l’analisi sia sovrana sia corporate.

L’area EMD (emerging market debt) resta uno degli ambiti strategici del gruppo, con un’esposizione complessiva nella gamma obbligazionaria che supera i 3,7 miliardi di euro.

Due nuovi innesti per più competenze operative
Le nomine hanno l’obiettivo di integrare competenze di portfolio management e approfondimento macro-fiscale: un mix che, nel mondo EMD, fa la differenza tra portafogli resistenti e posizionamenti vulnerabili. Marco Santini, analista con un passato in Deutsche Bank e specialista in fintech, sottolinea come la combinazione fra gestione attiva e rigorosa due diligence fiscale sia essenziale per navigare l’alto grado di volatilità tipico di questi mercati.

Lamine Bougueroua: esperienza su valute locali e mercati di frontiera
A febbraio Lamine Bougueroua è entrato in Carmignac come co‑portfolio manager del Carmignac Portfolio EM Debt. Proviene da UBP Asset Management, dove ha guidato strategie in local currency e sui mercati di frontiera, ottenendo anche riconoscimenti Morningstar. Prima ancora ha lavorato in Nordea Investment Management e First State Investments, accumulando oltre vent’anni di esperienza nei mercati emergenti, con un forte focus su risk management e analisi valutaria.

La sua formazione—un Master in Fisica all’Università di Bristol e un certificato in risk management dalla Cass Business School—conferisce rigore quantitativo al suo approccio. In Carmignac, Lamine affiancherà Alessandra Alecci nella gestione del fondo: Alecci porta solidità nella ricerca sui titoli sovrani, mentre Bougueroua contribuisce con know‑how nella costruzione di portafogli in valute locali e nella gestione di situazioni di liquidità complessa. Questa complementarità è pensata per affinare la selezione dei titoli e controllare meglio gli spread in scenari instabili.

Thomas Belaich: più profondità nell’analisi creditizia
A completare il rafforzamento della squadra è arrivato Thomas Belaich, dedicato all’analisi del credito sui mercati emergenti. Il suo lavoro si concentrerà su due diligence, modellizzazione di scenari macroeconomici e monitoraggio del rischio di credito e della liquidità nei paesi emergenti. Thomas proviene da Global Sovereign Advisory, dove ha seguito ristrutturazioni del debito sovrano e supportato governi nella definizione di politiche pubbliche; nel suo curriculum compaiono anche esperienze al Sovereign Advisory Group di Lazard e incarichi presso ministeri francesi. La sua formazione accademica—con tappe all’École Normale Supérieure (Parigi‑Saclay), Paris School of Economics, HEC Paris e Sciences Po—rafforza la capacità del team di valutare scenari sovrani complessi.

Un approccio integrato nella strategia multi‑asset
Oltre al ruolo sul fondo obbligazionario, Lamine assumerà la responsabilità della componente obbligazionaria nella strategia Carmignac Emerging Patrimoine, lavorando insieme a Xavier Hovasse, responsabile dell’azionario. L’intento è sfruttare le sinergie tra asset class per ottimizzare duration ed esposizione valutaria, migliorando il profilo rischio‑rendimento complessivo della strategia multi‑asset.

Governance, compliance e ricerca: priorità operative
I Co‑Head of Fixed Income, Guillaume Rigeade e Pierre Verlé, hanno rimarcato come l’EMD offra opportunità significative, ma richieda anche un mix di flessibilità e rigore operativo. Le nuove assunzioni ampliano la copertura di analisi e la qualità della ricerca, elementi che facilitano anche il rispetto dei requisiti regolamentari e delle best practice di risk management. In particolare, una maggiore granularità nelle analisi riduce gli “information gap” e permette decisioni più tempestive quando emergono inefficienze di mercato.

Cosa aspettarsi
La riorganizzazione punta a rendere il team più reattivo e specialistico: una struttura dedicata alla sovranità e al credito è pensata per abbassare il rischio operativo e per intervenire con maggiore precisione in fasi di stress. Nei prossimi mesi Carmignac aggiornerà la sua strategia nel rapporto trimestrale, con focus su monitoraggio delle ristrutturazioni sovrane, metriche di rischio riviste e possibili adeguamenti nell’esposizione valutaria.

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