La peste suina africana (Psa) sta mettendo a dura prova il settore agroalimentare italiano, in particolare la Cinta Senese Dop una delle razze suine più antiche e pregiate della Toscana. In poche settimane, il 10% degli allevamenti di questa razza è stato abbattuto, scatenando un allarme tra le associazioni del settore e il Consorzio Dop Cinta Senese.
L’appello urgente al Commissario Filippini
Quindici associazioni del mondo agricolo, ambientale e del cibo di qualità, insieme al Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop hanno inviato una lettera al Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini chiedendo un incontro urgente. Tra i firmatari ci sono Slow Food ItaliaFederBioLegambienteAssoBioAiabARIs e Rare.
Chi sono i firmatari e perché la Cinta Senese è così importante
La Cinta Senese è una razza suina storica, originaria della Toscana, rinomata per la qualità delle sue carni e dei salumi derivati. È riconosciuta come Denominazione di origine protetta (Dop) una certificazione europea che tutela i prodotti legati a un determinato territorio e ai suoi metodi tradizionali di produzione. La perdita anche di una quota relativamente contenuta di capi può avere impatti significativi su un comparto di nicchia, basato su piccole aziende e allevamenti estensivi.
Peste suina africana: perché gli abbattimenti incidono sulle razze autoctone
La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali. Non è pericolosa per l’uomo, ma è altamente letale per gli animali e può causare gravi danni economici agli allevamenti e all’intera filiera delle carni suine. Per questo, in presenza di focolai, le autorità veterinarie possono disporre l’abbattimento preventivo degli animali a rischio per contenere la diffusione del virus.
Queste misure, necessarie sul piano sanitario, risultano però particolarmente critiche per le razze autoctone e per gli allevamenti specializzati, che spesso contano numeri più ridotti rispetto alla suinicoltura intensiva. Nel caso della Cinta Senese, la riduzione del 10% dei capi in un arco di tempo così breve, come rilevato dalle associazioni, viene vista come un segnale di forte vulnerabilità del settore.
Le cinque richieste del Consorzio Cinta Senese Dop
Il Consorzio Cinta Senese Dop ha presentato cinque richieste concrete durante la prima Cabina di Regia per la Peste Suina Africana, presieduta dal Commissario Straordinario Giorgio Briganti e con la partecipazione della Regione Toscana. Il presidente del Consorzio, Nicolò Savigni ha sottolineato l’importanza della tempestività delle azioni per salvare la razza e i suoi allevatori.
Le richieste specifiche
Le cinque richieste del Consorzio includono:
- Eradicazione della peste suina africana attraverso interventi coordinati sul territorio, sorveglianza e contenimento della fauna selvatica.
- Sostegno economico agli allevatori con aiuti alla biosicurezza e rimborsi totali in caso di abbattimenti.
- Accelerazione dei progetti per i nuclei di conservazione per mettere in sicurezza un ampio numero di riproduttori.
- Garanzie per l’allevamento semibrado per preservare l’identità della Cinta Senese Dop.
- Comunicazione chiara e corretta per evitare allarmismi e tutelare le aziende e i consumatori.
La filiera della Cinta Senese Dop coinvolge 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione, per un valore complessivo di 7 milioni di euro. Il Consorzio ha confermato la piena collaborazione con i commissari straordinari e ha annunciato giornate di confronto con i soci, coinvolgendo la Regione Toscana.



