Dal 2020 al 2026 i partiti italiani hanno dovuto abbandonare i tradizionali finanziamenti pubblici, ricostruendo il proprio sostentamento attraverso tre pilastri: autofinanziamento interno, il due per mille e le donazioni private. La normativa introdotta con la legge Spazzacorrotti del 2019 obbliga i tesorieri a dichiarare ogni contributo superiore a 500 euro, rendendo possibile una mappatura dettagliata dei flussi monetari.
Nel complesso, le forze politiche hanno incassato circa 212 milioni di euro in sei anni. La distribuzione dei capitali è estremamente eterogenea: alcune sigle sono dominate da contributi dei propri parlamentari, altre mostrano un legame stretto con grandi realtà aziendali.
Classifica dei partiti per incassi totali 2020-2026
Il primo posto spetta alla Lega per Salvini Premier con 28,66 milioni di euro. A supporto di questa cifra, la Lega Lombarda (5,13 milioni) e la storica Lega Nord (3,11 milioni) contribuiscono a quasi 37 milioni complessivi, sebbene mantengano casse separate.
Il Movimento 5 Stelle si posiziona al secondo gradino, raccogliendo 19,60 milioni. Nonostante un bacino di sostenitori più ristretto rispetto al centrodestra, il M5S compensa grazie a regole interne severe su rimborsi e trattenute.
Forza Italia segue con 16,45 milioni, mentre Fratelli d’Italia raggiunge 15,52 milioni. Il Partito Democratico chiude la cinquina dei più finanziati con 13,44 milioni. Al di là di questi, la classifica continua con Italia Viva (7,50 milioni), la Südtiroler Volkspartei (6,61 milioni), la Lega Lombarda (5,13 milioni), Azione (3,89 milioni) e la Lega Nord (3,11 milioni).
Dettagli sui principali contributori interni
Nel caso della Lega, i finanziamenti più consistenti provengono da parlamentari: Alessandro Giglio Vigna ha versato 262 mila euro in sei anni, Paolo Formentini 256 mila, Lorenzo Fontana e Giulia Bongiorno 253 mila ciascuno. Tra gli altri esponenti, Andrea Crippa (vicesegretario federale) ha donato 239.350 euro, mentre la deputata Rebecca Frassini ha contribuito con 234 mila.
Forza Italia mostra un legame evidente con la famiglia Berlusconi: Luigi Berlusconi ha donato 500 mila euro, mentre Marina, Pier Silvio, Barbara ed Eleonora hanno versato rispettivamente 400 mila ciascuno. Fratelli d’Italia registra invece contributi di 100 mila euro da Mauro Rotelli, Walter Rizzetto e Augusta Montaruli, tutti membri di commissioni parlamentari.
Le fonti di denaro: autofinanziamento, due per mille e privati
L’autofinanziamento interno rappresenta il pilastro più stabile per tutte le forze politiche: le trattenute obbligatorie sugli stipendi di deputati, senatori e consiglieri regionali vengono destinate direttamente alle casse dei partiti. Questo meccanismo è particolarmente rilevante per la Lega e per il Partito Democratico, dove le somme versate da singoli parlamentari superano spesso il centinaio di migliaia di euro.
Il due per mille resta una fonte secondaria, ma comunque significativa, poiché i cittadini possono destinare una quota della propria imposta sul reddito a un partito di loro scelta. Le statistiche ufficiali non distinguono per partito, ma le cifre complessive confermano che il meccanismo ha contribuito in maniera marginale rispetto alle entrate interne.
Donazioni da imprese e privati
Le donazioni private si concentrano su alcune aziende che hanno preferito sostenere più di una sigla. Per Lega, i contributi più alti provengono da Monte Finanziario Europeo Srl (110 mila), Vaporart Srl (100 mila) e Sostenya Green Srl (95 mila). Forza Italia riceve 100 mila ciascuno da Ares Safety Srl, Sviluppo Uno Srl e Ipi Spa, oltre a 50 mila da Seda Italy Spa.
Fratelli d’Italia ha avuto supporto da Milano Investimenti Spa, Ivpc Service Srl e Seda Italy Spa, tutti con donazioni di 50 mila euro, più un contributo di 30 mila da Unilogistics Srl. Alcune società, come Ipi Spa, hanno distribuito 295 mila euro in più tranche a favore di Forza Italia e Azione, mostrando una strategia di finanziamento trasversale.
La mappa dei flussi finanziari dei partiti italiani dal 2020 al 2026 rivela una dipendenza predominante dagli autofinanziamenti dei parlamentari, affiancata da un “corteggio” di imprese private che, con donazioni mirate, possono influenzare la capacità di campagna di ciascuna sigla.



