I Pir strumenti ideati per sostenere la crescita delle Pmi italiane, hanno finora visto i loro capitali concentrarsi nelle mani delle grandi banche e società quotate. Una proposta innovativa suggerisce di trasformare i Pir in Etf per garantire un flusso di risorse più equo e mirato.
L’obiettivo originario dei Pir era quello di canalizzare i risparmi delle famiglie verso le piccole e medie imprese, ma i requisiti di portafoglio laschi hanno permesso ai gestori di destinare solo quote residuali a queste realtà. Gli Etf, con la loro struttura rigorosa e trasparente, potrebbero rappresentare la soluzione ideale.
I Pir tradizionali e il dominio delle grandi banche
Attualmente, i circa 20 miliardi di euro gestiti dai Pir ordinari sono stati principalmente assorbiti dalle grandi banche e società quotate. Un’analisi dei portafogli dei fondi Pir rivela una predominanza di azioni e bond bancari, con qualche incursione di grandi nomi come Enel ed Eni. Le società a minore capitalizzazione, soprattutto quelle negoziate sul listino Egm, ricevono solo una minima frazione delle risorse.
In particolare, i fondi Pir azionari veicolano meno dell’1% del loro patrimonio verso le società ad alto potenziale di crescita. La situazione è ancora più critica con i fondi Pir obbligazionari, dove il flusso di risorse verso le Pmi è quasi inesistente.
Gli Etf Pir: una nuova opportunità per le Pmi
Gli Etf Pir potrebbero rappresentare un punto di svolta. Un esempio recente è l’Investlinx Intermonte Valore Italia Active Pir Etf lanciato da Banca Generali. Questo prodotto, pur essendo gestito attivamente, non può investire in banche o grandi società quotate. Il gestore può selezionare solo titoli delle 100 società con capitalizzazione fino a un miliardo di euro, la metà delle quali negoziate sull’Egm.
Grazie alla struttura rigorosa e alla trasparenza degli Etf, tutti i capitali attratti da questo prodotto saranno indirizzati verso realtà del tessuto produttivo nazionale. Alle Pmi non andranno più solo le briciole, ma una parte significativa delle risorse.
L’esempio di Amundi
Anche l’altro storico Etf Pir quotato a Piazza Affari, targato Amundi, replica un indice più sbilanciato su società a media che a bassa capitalizzazione. Tuttavia, la rigidità degli Etf garantisce che i capitali siano indirizzati verso le realtà previste dall’indice, offrendo maggiori certezze rispetto ai fondi comuni.
Il futuro dei Pir: verso requisiti più stringenti
Se il Governo Meloni dovesse rilanciare i Pir, sarebbe opportuno rendere più stringenti i requisiti di portafoglio e consentire di indossare la veste dei Pir solo agli Etf. Questi prodotti, anche quelli attivi, replicano regole precise che offrono maggiori certezze e trasparenza, garantendo che i capitali siano indirizzati verso le Pmi come originariamente previsto.



