Il 2 luglio 2026, presso la Luiss Guido Carli di Roma, si è svolto l’Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere. Questo importante appuntamento ha riunito istituzioni, imprese e Regioni per discutere delle strategie necessarie per rafforzare l’attrattività dell’Italia verso gli investimenti esteri di qualità.
L’evento, realizzato in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e con ICE-Agenzia, ha visto la presentazione del Rapporto Annuale 2026 dell’Osservatorio Imprese Estere (Luiss/Confindustria). Questo documento approfondisce il contributo delle imprese a controllo estero alla crescita, all’innovazione, all’export, all’occupazione qualificata e allo sviluppo dei territori italiani.
Il ruolo strategico dei territori
Il confronto durante l’Annual Meeting ha evidenziato come i territori possano fungere da ecosistemi decisivi per il radicamento degli investimenti. Fattori come filiere produttive, competenze, infrastrutture, servizi agli investitori e capacità di attuazione sono fondamentali per trasformare l’attrazione di nuovi progetti in presenza produttiva stabile, crescita e valore per il Paese.
Le Regioni italiane stanno giocando un ruolo sempre più centrale in questo processo. Il protocollo in vigore con Confindustria prevede un confronto diretto con le imprese estere su temi cruciali come semplificazione, innovazione, competenze e accompagnamento agli investimenti. Tra i partecipanti all’evento, i presidenti Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Eugenio Giani (Toscana) e Francesco Rocca (Lazio), insieme agli Assessori allo sviluppo economico di Campania, Piemonte, Lombardia e Liguria.
Dati e statistiche rilevanti
Secondo il Rapporto Annuale 2026 dell’Osservatorio Imprese Estere, il contributo delle imprese a controllo estero sul fatturato nazionale è passato dal 17,8% al 21% del 2026, assestandosi intorno ai 887 miliardi di euro. Quello sull’export è salito dal 27,4% al 35,8%. Le imprese estere generano un valore aggiunto diretto pari a 188 miliardi di euro e danno lavoro a 1,8 milioni di persone, rappresentando solo lo 0,4% delle imprese attive totali.
Le prime cinque aree del Paese concentrano il 76% del valore aggiunto prodotto dalle imprese estere. Rafforzare l’attrattività significa anche concentrare l’azione istituzionale sui territori che presentano margini di crescita ancora inespressi, favorendo una maggiore collaborazione tra Governo, Regioni e sistema produttivo.
Il contributo delle imprese estere
Le imprese a controllo straniero non solo generano capitali, ma apportano anche innovazione e creano valore per le filiere nazionali. Il loro contributo si moltiplica lungo le filiere nazionali: a fronte di 188 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, il valore complessivamente collegato alle filiere raggiunge 398 miliardi, pari a 2,1 volte il valore diretto. Sul fronte occupazionale, agli 1,8 milioni di addetti impiegati direttamente corrispondono 6,2 milioni di addetti complessivamente sostenuti, pari a 3,4 volte l’occupazione diretta.
Barbara Cimmino, vice presidente di Confindustria per l’export e l’attrazione degli investimenti, ha sottolineato che la crescita passa anche dal rafforzamento di chi ha già scelto l’Italia. Circa tre quarti dell’aumento occupazionale recente viene da imprese estere già presenti sul territorio. Accompagnarne consolidamento e reinvestimenti significa generare nuovo valore, nuova occupazione e indotto lungo le filiere italiane.
Giorgio Fossa, presidente Luiss, ha aggiunto che la vocazione all’export e l’apertura internazionale sono i veri tratti distintivi della nostra industria. Le imprese estere sono partner strategici per lo sviluppo economico e la competitività del Paese. Il loro apporto va oltre i capitali: generano innovazione, creano valore per le filiere nazionali e liberano un potenziale per i territori in parte ancora inespresso.
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha chiuso il meeting annuale sottolineando la necessità di creare quelle condizioni abilitanti perché le aziende estere che hanno investito in Italia rimangano e per attrarre quelle che vorrebbero venire nel nostro paese.



