Il Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea (CNUE) ha recentemente pubblicato una guida per aiutare i notai a comprendere e gestire i rischi associati alle criptoattività e alle criptovalute. Questo documento si inserisce in un percorso più ampio di innovazione digitale, affrontando una questione sempre più rilevante: come garantire trasparenza e sicurezza nelle operazioni che coinvolgono crypto-asset.
Le criptovalute, pur essendo strumenti leciti e sempre più diffusi, presentano caratteristiche che possono rendere complessa l’identificazione della provenienza dei fondi e dei soggetti coinvolti nelle transazioni. La guida del CNUE evidenzia l’importanza di affrontare queste sfide per garantire il rispetto della normativa antiriciclaggio e la tutela delle parti coinvolte.
Le categorie di crypto asset e i relativi rischi
Il documento del CNUE identifica cinque categorie principali di crypto asset, ciascuna con caratteristiche e livelli di rischio differenti:
- Criptovalute (valute virtuali)strumenti di pagamento digitale privi di ancoraggio a valori reali, come Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH).
- Stablecoincrypto asset con parità stabilizzata rispetto a valute fiat, come USDT e USDC.
- Security token (value token)titoli finanziari tokenizzati, come azioni o diritti su asset.
- Utility tokentoken che danno accesso a prodotti o servizi all’interno di piattaforme digitali.
- NFT (non-fungible token)attività digitali uniche, come arte digitale o oggetti da collezione.
Ogni categoria presenta rischi specifici, soprattutto in termini di tracciabilità e anonimatoche possono essere sfruttati per attività illecite.
La tecnologia blockchain e le transazioni
Le criptovalute si basano sulla tecnologia blockchainun registro distribuito che garantisce sicurezza e immutabilità delle transazioni. Ogni transazione è associata a un hash univoco (TXID)che ne consente la verifica pubblica e garantisce l’integrità dei dati.
Il ciclo di una transazione si articola in diverse fasi: apertura di un wallet digitale, acquisizione dei crypto asset, trasferimento verso l’indirizzo del destinatario, registrazione e verifica da parte dei nodi della rete, e infine l’incorporazione definitiva nella blockchain.
I soggetti del sistema secondo la tassonomia FATF
Il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (FATF) ha definito i soggetti rilevanti del sistema crypto, tra cui:
- Exchangersoggetti che esercitano professionalmente l’attività di cambio tra valuta virtuale e valuta legale.
- Userpersone fisiche o giuridiche che acquisiscono e utilizzano valuta virtuale.
- Minersoggetti che partecipano alla rete decentralizzata validando le transazioni.
- Wallet providerentità che forniscono il mezzo applicativo per detenere, conservare e trasferire crypto asset.
- Virtual asset service provider (VASP)soggetti che esercitano professionalmente attività di scambio, trasferimento, custodia o amministrazione di virtual asset.
I rischi di riciclaggio e le misure preventive
Il documento del CNUE evidenzia come le criptovalute possano essere utilizzate per attività di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Le caratteristiche strutturali dei crypto asset, come la decentralizzazione e la pseudo-anonimiali rendono particolarmente sensibili a questi rischi.
Il CNUE identifica tre schemi fondamentali attraverso cui i crypto asset possono essere impiegati in operazioni di riciclaggio:
- Trasferimento occulto di proventi illecitii crypto asset vengono acquistati e trasferiti a soggetti terzi senza lasciare tracce nel sistema bancario tradizionale.
- Sottrazione di fondi al controllo delle autoritài crypto asset acquistati vengono custoditi nel wallet senza essere negoziati, impedendo qualsiasi forma di monitoraggio.
- Simulazione di plusvalenze da tradingi crypto asset vengono acquistati in modo anonimo e successivamente liquidati tramite istituzioni finanziarie, simulando un guadagno derivante da una differenza di prezzo.
Per affrontare questi rischi, il CNUE raccomanda l’adozione di misure preventive specifiche che integrano gli obblighi di adeguata verifica della clientela già previsti dalla disciplina europea.



