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7 Agosto 2026

Giuseppe Conte in commissione Covid: le rivelazioni su mascherine e finanziamenti

L'ex premier Giuseppe Conte ha presentato documenti anonimi alla procura di Roma durante la sua audizione in commissione Covid, sollevando nuove questioni su una fornitura di mascherine e scatenando un acceso dibattito politico.

Giuseppe Conte in commissione Covid: le rivelazioni su mascherine e finanziamenti

Giuseppe Conte ha presentato alla commissione d’inchiesta sul Covid a Roma un documento anonimo e lo ha depositato alla procura, riaccendendo lo scontro sulla fornitura di mascherine e sulla transazione da 100 milioni di euro che ha coinvolto la società Jc Electronics.

L’audizione si è svolta in un clima di forte tensione politica e ha assunto rilievo nazionale perché tocca decisioni prese durante l’emergenza sanitaria, questioni finanziarie legate al Pnrr e il rapporto tra poteri istituzionali, mettendo di nuovo sotto i riflettori passaggi gestionali e transattivi riguardanti la spesa pubblica.

Il documento anonimo e le contestazioni sulle mascherine

Secondo Conte il verbale depositato nel 2026 riguarda una fornitura di mascherine di Jc Electronics, azienda riconducibile a Dario Bianchi e conteneva elementi che, a suo dire, indicherebbero un modello depositato non corrispondente all’efficacia filtrante dichiarata e una possibile rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento; il documento è stato formalmente consegnato alla procura di Roma per gli accertamenti del caso. Durante l’audizione Conte ha definito la commissione “plotone di esecuzione” e ha sfidato la premier affermando di volere un confronto “senza trucchetti”.

La transazione da 100 milioni e la vicenda giudiziaria

Al centro della controversia resta la transazione da 100 milioni firmata dall’esecutivo, operazione che ha chiuso una vertenza civile iniziata dopo lo stop alla fornitura ritenuta non conforme dalla struttura commissariale. In primo grado erano stati indicati importi superiori, con una condanna che complessivamente arrivava a circa 203 milioni oltre interessi; prima dell’appello l’accordo transattivo ha ridotto l’esposizione dello Stato alla somma di 100 milioni, con il via libera dell’Avvocatura dello Stato.

Le reazioni politiche e i sostegni

La maggioranza ha definito l’audizione una farsa che non chiarisce i dubbi e ha puntato il dito sulle contraddizioni nell’operato passato; la premier Giorgia Meloni ha respinto l’accusa di orchestrare attacchi personali e ha rilevato che la commissione non è un processo a una persona ma un dovere verso la Nazione. Conte ha citato anche il valore del Pnrr ricordato i 209 miliardi come risultato del suo governo e ha rivendicato lo stato di emergenza prorogato, mentre ha ottenuto la solidarietà del virologo Fabrizio Pregliasco e dell’ex ministro Roberto Speranza fuori dall’aula Conte ha inoltre elogiato Berlusconi per un atteggiamento che ha definito responsabile.

Il calendario dei lavori prevede un secondo round dell’audizione fissato per il 14 settembre quando Conte tornerà davanti alla commissione per proseguire la sua difesa e chiarire i punti ritenuti critici, tra cui la natura del materiale presentato e le modalità della transazione. Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.