Negli ultimi mesi WhatsApp è tornato al centro dell’attenzione per due tipologie di frodi online molto diverse tra loro, ma accomunate dal fatto di sfruttare la familiarità dell’utente con la piattaforma. Da un lato, a Ravenna, un cittadino ha visto svanire più di 92.000 euro dopo aver accettato di mettere “mi piace” a video e foto. Dall’altro, un difetto di iOS ha permesso a criminali di inviare richieste di denaro a nome di utenti ignari, con l’uso di carte prepagate.
Il meccanismo della truffa dei “mi like” su WhatsApp
Il contatto è iniziato con un messaggio proveniente da un numero sconosciuto, in cui si prometteva una ricompensa di pochi euro per semplici azioni online: bastava aprire un video, condividere un post o cliccare sul pulsante “like”. I primi pagamenti, realmente erogati, hanno creato un clima di fiducia. Dopo qualche operazione, gli autori hanno introdotto un nuovo elemento: “investire in criptovalute” per moltiplicare i guadagni. La proposta era accompagnata da grafici falsi e da testimonianze inventate, spingendo la vittima a versare somme sempre più consistenti, fino a superare i novantaduemila euro.
Indagini e flussi di denaro
Le autorità della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Ravenna hanno tracciato otto conti correnti nei quali confluiscono i pagamenti. Gli investigatori hanno osservato una serie di trasferimenti incrociati, finalizzati a confondere le tracce e a riciclare i fondi nel mercato delle criptovalute. Alcune delle somme sono state convertite in token e poi spostate su exchange poco regolamentati. Gli otto intestatari sono stati identificati e denunciati, sebbene la fase delle indagini preliminari non abbia ancora stabilito il ruolo preciso di ciascuno nella rete.
La “task scam” in altre città: il caso di Venezia
Il modello osservato a Ravenna non è isolato. Agli inizi di agosto, la stessa squadra di polizia aveva smantellato una rete operante a Venezia, che offriva ricompense da 2 a 5 euro per ogni “like” o recensione scritta. Con una matematica semplice, per arrivare a una somma di 92.000 euro sarebbero necessari tra i 18.000 e i 46.000 piccoli compiti, evidenziando la sproporzione tra la promessa iniziale e l’ammontare richiesto successivamente. Queste truffe, note come task scam, si basano sulla strategia del “pay-to-play”: pagare per dimostrare affidabilità, per poi chiedere investimenti più rischiosi.
La vulnerabilità iOS che complica WhatsApp
Parallelamente alle truffe legate ai “mi like”, è emersa una nuova ondata di attacchi che sfruttano un bug di iOS. Nei dispositivi Apple non aggiornati all’ultima versione, gli hacker ottengono il controllo dell’account WhatsApp senza bisogno di phishing. Una volta dentro, inviano messaggi come: “Ho sforato il limite, puoi anticiparmi X euro?” oppure richiedono ricariche su carte prepagate tipo Postepay. Il trucco è che il messaggio parte direttamente dal conto della vittima, rendendo difficoltosa l’individuazione del responsabile. Alcune segnalazioni indicano centinaia di utenti coinvolti, con perdite economiche di varia entità.
Segnali di allarme e contromisure
Il primo indizio di compromissione spesso arriva dai contatti: qualcuno segnala una richiesta di denaro che non ha mai inviato. È fondamentale verificare immediatamente l’origine del messaggio e, se necessario, avvisare tutti i propri interlocutori tramite un canale alternativo (SMS, telefonata). Nella sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp, occorre controllare la presenza di sessioni sconosciute e disconnetterle. Inoltre, è imperativo mantenere aggiornato iOS (attualmente iOS 27.2) e reinstallare l’app di WhatsApp, facendo un backup delle chat prima di procedere.
Infine, chi ha subito una truffa o sospetta di essere vittima di un attacco dovrebbe sporgere denuncia alla Polizia Postale, contribuendo così a interrompere le reti criminali. La combinazione di consapevolezza digitale e prontezza nell’aggiornare i propri dispositivi rappresenta la migliore difesa contro truffe sempre più sofisticate che sfruttano sia la psicologia del guadagno rapido sia le vulnerabilità tecniche.



