La fotografia che emerge dai dati raccolti dall’Organismo Agenti e Mediatori (OAM) e dalla survey inclusa nel volume “Criptovalute: domanda, offerta e regolamentazione” mostra un quadro complesso: da un lato cresce la partecipazione, dall’altro rimangono diffuse lacune di base.
L’analisi dei flussi transazionali copre il periodo 2026-2026, mentre il confronto delle conoscenze si concentra sui confronti tra il 2026 e il 2026. Questo duplice set di informazioni rivela non solo tendenze demografiche ma anche fraintendimenti tecnici che possono influire sulla gestione del rischio da parte dei risparmiatori.
Il report è stato redatto dall’ufficio studi dell’OAM in concomitanza con il passaggio di consegne legato alla gestione del registro degli operatori in valuta virtuale (VASP) previsto dal regolamento MiCAR, una modifica che ha eliminato l’obbligo di invio trimestrale dei dati relativi alla clientela italiana. Nella prefazione il presidente Francesco Alfonso segnala come la fine di quella raccolta rappresenti la perdita di un patrimonio informativo utile al paese, sottolineando la necessità di strumenti alternativi per monitorare il mercato.
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Conoscenze generali: numeri che preoccupano
La survey rivela che la quota di persone con “nessuna conoscenza” di criptovalute è salita dal 26% al 31% nel confronto tra il 2026 e il 2026, mentre le classi di conoscenza definite come alta, media e bassa risultano complessivamente ridotte. Un altro dato significativo è che circa un quarto del campione riconosce la differenza fondamentale tra Bitcoin e una stablecoin, ma restano diffuse incertezze su termini e processi. In particolare, il 32% degli intervistati dichiara di non aver letto alcun documento su Bitcoin o su Ethereum, un campanello d’allarme sulla scarsa familiarità con la documentazione tecnica.
Fraintendimenti ricorrenti
Tra i concetti più fraintesi spicca la modalità di produzione delle monete: la quota di chi interpreta male cosa significhi “minare Bitcoin” è salita al 54% rispetto al 44% registrato nel 2026. Anche l’acronimo NFT (Non-fungible token) risulta poco noto: una quota consistente degli investitori in criptovalute non comprende pienamente il significato di questo tipo di asset. Queste incomprensioni possono tradursi in scelte di investimento mal ponderate e in una capacità limitata di valutare rischi come la volatilità, le commissioni e la sicurezza dei portafogli digitali.
Un profilo degli utenti in evoluzione: più donne e priorità diverse
Un elemento emerso dall’analisi è la crescita della partecipazione femminile al mercato delle criptovalute. Le donne che entrano nel settore sembrano avere obiettivi e approcci distinti rispetto agli uomini: spesso privilegiano la diversificazione del portafoglio e una maggiore attenzione alla gestione del rischio. Questo fenomeno indica che l’ecosistema non è più esclusiva di una nicchia tradizionalmente maschile e che le strategie d’investimento possono diventare più eterogenee, con potenziali effetti sulla composizione e sulla stabilità del mercato.
Implicazioni pratiche per le piattaforme e i formatori
La presenza femminile crescente richiede alle piattaforme e ai formatori contenuti più accessibili e modulati per diversi profili di rischio. Occorre implementare programmi di educazione finanziaria mirati, che spieghino concetti come stablecoin, mining, NFT e le differenze tra Bitcoin e Ethereum con esempi pratici. Inoltre, la perdita della trasmissione regolare dei dati VASP, collegata al recepimento di MiCAR, complica il monitoraggio statistico: senza flussi periodici diventa più difficile tracciare evoluzioni e rischi sistemici.
Conclusioni e raccomandazioni
Il bilancio che emerge dallo studio dell’OAM è duplice: da un lato aumenta la partecipazione e cambiano i profili degli utenti, dall’altro permangono lacune informative che possono esporre a errori e speculazioni. Per ridurre queste vulnerabilità servono campagne di informazione, materiali didattici semplificati e maggiore trasparenza dalle piattaforme. Per gli investitori privati, il consiglio pratico è semplice: leggere le white paper e le guide ufficiali su Bitcoin, Ethereum e NFT, comprendere cosa sia una stablecoin e cosa significhi realmente minare una criptovaluta prima di allocare risorse.
