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1 Giugno 2026

Controlli tributari per le criptovalute: come la tecnologia cambia il rapporto con l’amministrazione

In un contesto dove le richieste informative sono aumentate del 300% e i wallet producono migliaia di movimenti, una partnership tra studio e fintech promette di semplificare gli adempimenti e il contenzioso

Controlli tributari per le criptovalute: come la tecnologia cambia il rapporto con l'amministrazione

Roma, 15 apr. Le verifiche tributarie sulle attività in criptovalute hanno assunto un profilo sempre più tecnico e orientato ai dati: non si tratta più solo di verifiche puntuali, ma di analisi di grandi volumi e di tracciabilità delle operazioni. Secondo i dati dell’OAM, le richieste di informazioni da parte delle autorità sono cresciute di oltre il 300% negli ultimi due anni, con un parallelo aumento sia del numero sia del valore delle transazioni: a fine settembre 2026 risultavano circa 1,2 milioni di clienti detentori di criptovalute per un controvalore complessivo pari a 2,1 miliardi di euro. In questo scenario la ricostruzione degli elementi rilevanti ai fini fiscali diventa spesso complessa per contribuenti e professionisti.

Perché i controlli si fondano sempre più sui dati

Il cambiamento di paradigma nasce dalla natura stessa degli asset digitali: un singolo wallet può generare centinaia o migliaia di movimenti all’anno, tra acquisti, vendite, swap e operazioni su exchange o DeFi. L’obiettivo delle autorità è ricondurre tali movimenti a criteri fiscali chiari, ma il lavoro operativo richiede strumenti che trasformino record distribuiti su blockchain e piattaforme diverse in informazioni utilizzabili. Con l’aumento delle richieste informative, il processo di verifica si trasforma in un esercizio di data mining e di correlazione tra fonti, dove errori di ricostruzione possono avere impatti significativi sui controlli e sui possibili accertamenti.

Le difficoltà pratiche per contribuenti e consulenti

Per chi è tenuto a dichiarare operazioni in valuta virtuale, la difficoltà non è soltanto tecnica ma anche procedurale: individuare quali movimenti siano fiscalmente rilevanti, compilare correttamente il Quadro RW e il Quadro RT e conservare la documentazione richiesta sono attività che richiedono tempo e competenze specifiche. Laddove la documentazione automatica non sia disponibile, la ricostruzione manuale può portare a omissioni o errori, incrementando il rischio di contenziosi con l’Amministrazione finanziaria e la necessità di produrre spiegazioni esegetiche in sede amministrativa o giudiziaria.

La partnership tra studio e fintech: una risposta integrata

Per fronteggiare queste complessità si è sviluppata una collaborazione tra lo studio Fazzini Holzmiller & Partners e la fintech Okipo, pensata per mettere insieme competenze tributarie e strumenti tecnologici. L’iniziativa, tra le prime del genere in Italia, punta a offrire ai proprietari di wallet un percorso completo che va dalla raccolta dei dati fino all’assistenza in fase di verifica e contenzioso. L’alleanza nasce con l’intento di tradurre dati grezzi in documentazione fiscalmente valida, semplificando i rapporti con l’Amministrazione e riducendo i tempi e i rischi per il contribuente.

Come funziona la piattaforma Okipo

Okipo è una piattaforma che aggrega informazioni provenienti da blockchain, exchange e servizi DeFi, elaborando automaticamente l’insieme dei movimenti in un formato coerente con le esigenze dichiarative. Tra le funzionalità principali vi è la generazione di report e moduli utili per la compilazione del Quadro RW e del Quadro RT, nonché la produzione di documentazione che possa essere allegata a istanze o difese. Si tratta di un approccio dove la tecnologia non sostituisce il professionista ma fornisce al consulente gli strumenti per operare con maggiore accuratezza e rapidità.

Ruolo dello studio e vantaggi per il contribuente

Lo studio Fazzini Holzmiller & Partners integra l’attività di verifica dei risultati prodotti dalla piattaforma e assume la responsabilità di rappresentare il contribuente in sede amministrativa e giurisdizionale. Questo modello condiviso offre vantaggi pratici: il contribuente dispone di una documentazione completa e tracciabile, mentre il professionista può concentrarsi sull’interpretazione normativa e sulla strategia difensiva. In molti casi la tempestività nella produzione di evidenze e la qualità dell’analisi dei dati possono ridurre la controversia o limitare l’entità delle rettifiche fiscali.

Implicazioni e consigli pratici

Per chi detiene criptovalute è consigliabile avvalersi sin da subito di strumenti che consentano di aggregare e conservare le informazioni sulle transazioni: mantenere un registro ordinato e verificabile facilita la compilazione dei quadri dichiarativi e rende più efficiente la gestione delle verifiche. L’adozione di soluzioni come Okipo, affiancata dalla consulenza di uno studio specializzato, rappresenta una risposta pragmaticamente efficace a un fenomeno in rapida evoluzione, dove trasparenza e precisione sono elementi chiave per ridurre rischi e incertezze.

Autore

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.