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Controversia tra il Pentagono e Anthropic sui vincoli all’uso militare dell’ia

Negli ultimi giorni è esploso uno scontro netto tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e Anthropic, la società che ha sviluppato il modello di intelligenza artificiale Claude.

Al centro della disputa c’è un contratto da 200 milioni di dollari che il Pentagono sta valutando di ridurre o annullare dopo che Anthropic ha rifiutato di eliminare alcune limitazioni sull’uso militare delle sue tecnologie. La questione tocca aspetti tecnici, etici e relazioni con partner industriali come Palantir.

Cosa è successo
Anthropic ha opposto resistenza alla richiesta del Pentagono di permettere l’impiego delle sue piattaforme per “tutti gli usi leciti”, una formulazione che include applicazioni sensibili come lo sviluppo di armamenti e la raccolta di intelligence. L’azienda ha invece imposto limiti chiari: niente sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi e nessuna partecipazione a sistemi d’arma completamente autonomi. Di fronte a questo rifiuto, il Dipartimento della Difesa ha aperto una revisione del contratto plurimilionario. Contesto e dettagli operativi restano in gran parte riservati.

Perché la disputa è così delicata
Gran parte del problema nasce dall’imprecisione dei termini. Espressioni come “sorveglianza di massa” o “armi autonome” non hanno confini netti e creano una zona grigia che complica le valutazioni su cosa sia consentito. Per il Pentagono negoziare caso per caso ogni singola applicazione è impraticabile: servono basi contrattuali chiare e strumenti che garantiscano prontezza operativa. Dall’altro lato, Anthropic teme che concedere troppe aperture possa favorire abusi sistemici dell’IA.

Un episodio concreto che ha acceso i riflettori
Secondo fonti, Claude è stato utilizzato in una operazione militare condotta in Venezuela, in collaborazione con Palantir. I dettagli sono coperti da segreto, ma la notizia ha alimentato critiche politiche e richieste di chiarimento da parte di gruppi di controllo e parlamentari. L’episodio ha inasprito i rapporti tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa, accentuando il dibattito su responsabilità e limiti delle collaborazioni tra aziende tech e forze armate.

Le possibili ricadute economiche e industriali
Se il contratto venisse ridotto o annullato, le conseguenze per Anthropic e per la catena dei fornitori potrebbero essere significative: impatti sulla valutazione aziendale, sul flusso di ricavi e sulle priorità di sviluppo. Per il Pentagono la sostituzione rapida del sistema non è semplice: pochi concorrenti hanno soluzioni equivalenti e immediatamente operative. Questa vicenda potrebbe spingere il governo a maggiore scrutinio sulle applicazioni IA e a ridefinire criteri di procurement e controlli.

Divergenze tra aziende del settore
Non tutte le imprese hanno reagito allo stesso modo. Mentre Anthropic insiste sui limiti etici, altri operatori come OpenAI, Google e xAI avrebbero mostrato maggiore disponibilità a rivedere restrizioni pur di collaborare con il Dipartimento della Difesa su contesti non classificati. Questo mette in luce un mercato diviso tra cautela etica e volontà di accettare compromessi per accedere a contratti governativi.

Come si cerca una soluzione
Le trattative cercano di trasformare principi etici in clausole pratiche: si discute di accordi quadro che vietino scenari specifici, di procedure di autorizzazione accelerate e di standard tecnici condivisi. I nodi pratici sono concreti: definire scenari proibiti, stabilire responsabilità legali e creare protocolli per attivare temporaneamente funzionalità sensibili. Le soluzioni concordate potrebbero diventare un precedente per regole operative su scala più ampia.

Impatto politico e sociale
Al di là degli equilibri industriali, la vicenda rilancia un dibattito più ampio: come bilanciare innovazione, responsabilità etica e bisogni di difesa? L’uso crescente dell’IA in ambito militare aumenta le tensioni tra tutela dei diritti e requisiti di sicurezza nazionale. Le decisioni che verranno prese dal Dipartimento della Difesa — e gli eventuali chiarimenti normativi che ne seguiranno — influenzeranno non solo i rapporti tra Stato e industria, ma anche il modo in cui verranno governate tecnologie sensibili in futuro.

Situazione attuale
Le verifiche ufficiali proseguono e la palla resta nel campo del Pentagono, che sta valutando possibili sviluppi e opzioni alternative per garantire la continuità operativa. All’interno di Anthropic emergono tensioni tra la leadership e alcuni ingegneri preoccupati per lo scontro con il governo; investitori e partner osservano con attenzione l’impatto sulle roadmap e sulle valutazioni. In definitiva, la questione dovrà trovare un equilibrio tra esigenze operative e salvaguardie etiche, con possibili ricadute normative e industriali.

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