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Costruire un ecosistema europeo per asset tokenizzati: sfide e soluzioni

Negli ultimi anni la tokenizzazione dei titoli ha smesso di essere una mera sperimentazione e sta entrando in fase operativa in Europa.

L’esperienza pubblica-privata condotta su scala ampia ha dimostrato che la rappresentazione digitale di attività su DLT può rendere più rapide e automatizzate le fasi di emissione, negoziazione, regolamento e custodia. In questo contesto, l’Unione europea ha già predisposto strumenti normativi significativi come MiCA e il DLT Pilot Regime, ma per crescere servono scelte tecniche e legislative chiare che favoriscano l’adozione su vasta scala.

Per capire il percorso necessario è utile distinguere tre elementi: un’ancora di liquidità pubblica, una rete di collaborazione tra pubblico e privato e un quadro giuridico che renda le regole applicabili oltre i confini nazionali. Il lavoro esplorativo condotto in vari Stati membri e le iniziative come la roadmap Appia (pubblicata l’11 marzo) forniscono linee guida concrete. Allo stesso tempo, soluzioni operative come Pontes sono pensate per collegare le piattaforme DLT al sistema di regolamento esistente, creando un punto di incontro tra innovazione e stabilità.

Perché la tokenizzazione può trasformare i mercati

La tokenizzazione è, in pratica, l’emissione di un diritto di proprietà sotto forma di token digitale, normalmente registrato su una rete distribuita. Questo modello consente di concentrare l’intero ciclo di vita di uno strumento finanziario in un unico ambiente digitale, rendendo possibili processi automatizzati tramite smart contract. Tra i vantaggi figurano maggiore efficienza post-trade, riduzione dei costi di intermediazione e nuove funzionalità come la programmabilità dei pagamenti. Tuttavia, perché questi benefici si traducano in adozione diffusa è cruciale che la liquidità non rimanga frammentata e che il regolamento avvenga in un asset riconosciuto e affidabile.

Le principali barriere da superare

Frammentazione delle piattaforme

Una delle criticità più evidenti è la coesistenza di molteplici DLT non interoperabili, che spezzettano la liquidità e aumentano i costi di integrazione. Senza standard comuni per dati, formati e smart contract, il trasferimento di token tra reti diventa oneroso o impossibile. L’approccio proposto da Appia mira a definire tali standard e a valutare architetture possibili: da un registro condiviso a reti multiple con ponti di interconnessione. La scelta tra queste opzioni influisce direttamente su concorrenza, resilienza e governance dell’infrastruttura finanziaria digitale.

L’assenza di una moneta di regolamento on‑chain

Un secondo ostacolo riguarda il regolamento: senza un asset di regolamento fidato disponibile on‑chain, i pagamenti rischiano di essere effettuati in strumenti esposti a volatilità o rischio di credito. Per superare questo limite è necessario un’ancora pubblica: la moneta di banca centrale tokenizzata o soluzioni che rendano convertibili in modo affidabile asset privati e central bank money. Le sperimentazioni del 2026 e i feedback di mercato hanno evidenziato la domanda per tale ancoraggio, che garantisce finalità, liquidità e fiducia nell’intero ecosistema.

La strategia della Bce: Pontes, Appia e collaborazione

La risposta della Bce si articola su due piani complementari. Da un lato, strumenti operativi come Pontes hanno l’obiettivo immediato di collegare le piattaforme DLT ai servizi TARGET esistenti, permettendo il regolamento in central bank money. Pontes è concepito come ponte operativo che evolverà nel tempo con funzionalità aggiuntive come operatività 24/7 e supporto per smart contract. Dall’altro lato, la roadmap Appia dettaglia una visione di lungo periodo per l’ecosistema europeo, coprendo standard tecnici, interoperabilità, gestione del collaterale e connettività transfrontaliera.

Partenariato pubblico-privato e quadro giuridico

Per funzionare, l’ecosistema deve essere progettato con un dialogo stretto tra banche centrali, operatori di mercato, tecnologici e autorità di regolamentazione. Le iniziative pilota del 2026 e le decisioni recenti che riconoscono asset DLT come collaterale per operazioni di credito mostrano come il coinvolgimento del mercato abbia già influenzato le scelte tecniche. Parallelamente, serve un lavoro legislativo per ridurre la frammentazione normativa: senza armonizzazione di aspetti societari, di titolarità e fallimentari, le infrastrutture più avanzate rischiano di restare sottoutilizzate.

In sintesi, l’Europa dispone oggi di basi regolamentari e di sperimentazioni operative che aprono la strada a mercati tokenizzati più efficienti e integrati. Il tempo per consolidare questi vantaggi è limitato: servono scelte tecniche coerenti, partnership pubblico-private credibili e, soprattutto, un quadro legale che renda operativa la promessa della tokenizzazione a livello europeo.

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Come iscriversi a Economia aziendale senza aver sostenuto il TOLC-E