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14 Agosto 2026

Crollo delle criptovalute: Bitcoin ed Ether registrano perdite settimanali significative

Una raffica di vendite ha trascinato giù bitcoin ed ether, cancellando quasi 390 miliardi di dollari dalla capitalizzazione complessiva e provocando massicce liquidazioni sulle posizioni con leva

Crollo delle criptovalute: Bitcoin ed Ether registrano perdite settimanali significative

Bitcoin ed Ether hanno segnato perdite settimanali a doppia cifra nel corso dell’ultima settimana sui mercati globali delle criptovalute, con prezzi scesi verso i minimi recenti tra Europa, Stati Uniti e Asia. La flessione è maturata tra sessioni caratterizzate da vendite forzate sui derivati e deflussi dagli ETF su Bitcoin, mentre il mercato complessivo ha perso centinaia di miliardi di dollari di valore. Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026.

La dinamica è rilevante perché coincide con una rotazione del capitale verso settori azionari ad alta crescita, in particolare l’intelligenza artificialee con un quadro macro che ha rinviato le aspettative di taglio dei tassi. L’effetto combinato tra pressione macro, calo di domanda spot e shock idiosincratici su alcune privacy coin ha amplificato la volatilità, innescando una delle correzioni più marcate dal 2026.

Prezzi e capitalizzazione: livelli chiave raggiunti

Nel pieno della correzione, il Bitcoin (BTC) ha oscillato tra poco sopra i 60.000 dollari e l’area di 62.500 dollari, segnando una perdita di oltre il 14% dalla partenza settimanale. Ether (ETH) si è attestato intorno a 1.550 dollaridopo un calo complessivo superiore al 17% e un arretramento di circa il 5% nella seduta di venerdì. La capitalizzazione dell’intero mercato è scesa di circa 390 miliardi di dollari verso i 2 trilioni, ben al di sotto del picco stagionale, evidenziando un ridimensionamento esteso degli asset digitali.

Indicatori tecnici hanno segnalato condizioni di ipervenduto su un ampio paniere di coppie cripto, suggerendo la possibilità di rimbalzi tattici nel fine settimana. Tuttavia, la permanenza dei prezzi vicino ai minimi settimanali indica che la pressione di vendita non si è del tutto esaurita, con gli operatori concentrati su livelli chiave per BTC ed ETH e su eventuali segnali di stabilizzazione del flusso spot.

Vendite istituzionali, ETF e rotazione verso l’IA

L’innesco iniziale è arrivato da una vendita di Bitcoin da parte di un grande detentore aziendale, identificato dagli operatori come Strategyprima dismissione dopo anni di accumulo. Contestualmente, si sono intensificati i deflussi netti dagli ETF su Bitcoin, riducendo l’assorbimento di offerta sui mercati regolamentati. Sullo sfondo, alcune quotazioni record delle società legate all’IA e l’attesa di nuove IPO tecnologiche hanno aumentato il costo opportunità di detenere criptovalute rispetto ad altri asset rischiosi.

La domanda spot si è rivelata fragile: i volumi di scambio al contante sono scesi a circa 679 miliardi di dollari in aprile, il livello mensile più basso dall’ottobre 2026, segnalando una carenza di acquirenti strutturali. La combinazione tra minore interesse spot, deflussi dagli ETF e rotazione settoriale ha ridotto la profondità del mercato, rendendo più probabili movimenti amplificati in presenza di liquidazioni e margin call.

Derivati e liquidazioni: i numeri di una settimana estrema

Nel corso della settimana sono stati registrati circa 7 miliardi di dollari di liquidazioni forzate su posizioni a leva, con prevalenza di long che non hanno retto la volatilità. L’open interest sui futures BTC è diminuito del 15% verso i 17 miliardi di dollari, segnalando un processo di de-leveraging diffuso. I tassi di finanziamento sono passati da positivi a neutrali o negativi su più piattaforme; su Deribit il tasso è sceso fino al -15% su base annualizzata, in netto contrasto con il precedente regime persistente di premi a favore dei long.

La struttura a termine si è appiattita: la base a tre mesi annualizzata è scesa al 2,7% dal 2,9% della settimana precedente, indicando minore appetito per il rischio da parte degli investitori istituzionali. Sul fronte opzioni, il posizionamento è diventato difensivo: il put/call si è equilibrato intorno al 50/50 nelle ultime 24 ore, mentre lo skew a 25 delta a una settimana è più che raddoppiato, fino a circa il 27% dal 13% di sette giorni prima. La volatilità implicita a breve (DVOL) è salita verso 47, coerente con la domanda di protezione e con la riduzione della leva nel sistema.

Privacy coin sotto pressione dopo la vulnerabilità di Zcash

Un catalizzatore idiosincratico è arrivato da Zcash (ZEC)sceso di oltre il 30% dopo la segnalazione di una vulnerabilità che avrebbe consentito di coniare token “illimitati” all’interno del suo pool shielded. L’eco del caso ha colpito l’intero segmento delle privacy coincon Monero (XMR) in calo di circa il 12% e Dash (DASH) in perdita prossima al 9% nella stessa giornata. Le vendite su ZEC sono state accentuate dalla decisione del cofondatore di una grande piattaforma derivati, Arthur Hayesdi azzerare la propria allocazione del token.

L’episodio ha rafforzato i timori di rischio tecnologico in una fase di mercato già sensibile alla narrativa sull’IA. Alcuni operatori hanno collegato l’accresciuta attenzione alle vulnerabilità dei protocolli all’avanzata di tecniche di analisi sempre più sofisticate, contribuendo a una fuga selettiva dagli asset percepiti come più esposti a criticità implementative e di sicurezza.

Macro, azioni tech e sentiment: i driver trasversali

Il quadro macro ha aggiunto pressione: rendimenti obbligazionari in rialzo e un mercato del lavoro solido hanno ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi a breve, deprimendo la domanda per gli asset rischiosi. L’effetto si è visto anche sull’azionario USA, con una sessione negativa di rilievo per il Nasdaq 100che ha raffreddato ulteriormente l’appetito per il rischio cross-asset. In tale contesto, la chiusura dei mercati tradizionali nel fine settimana ha contribuito solo parzialmente a contenere la volatilità sulle cripto.

Gli operatori restano focalizzati sull’evoluzione dei flussi negli ETFsulla traiettoria dei rendimenti e su eventuali segnali di ritorno della domanda spot. La rapidità con cui la leva è stata ridotta, la comparsa di dati tecnici in area di ipervenduto e l’assenza di nuovi shock potrebbero favorire un rimbalzo di sollievotuttavia, l’incertezza rimane elevata e anche piccoli catalizzatori possono riaccendere movimenti direzionali di ampia portata.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.