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1 Luglio 2026

Dal 1° luglio 2026: il nuovo regolamento MiCA cambia le regole per le criptovalute

Dal 1° luglio 2026, il regolamento MiCA entrerà in vigore in Europa, cambiando radicalmente il mercato delle criptovalute. Scopri come.

Dal 1° luglio 2026: il nuovo regolamento MiCA cambia le regole per le criptovalute

Dal 1° luglio 2026, il settore delle criptovalute in Europa affronterà una delle trasformazioni più significative della sua storia. Con l’entrata in vigore completa del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), l’Unione Europea introduce un quadro normativo unitario che sostituisce il precedente mosaico di regole nazionali.

Questo cambiamento epocale non solo unifica le normative, ma impone anche requisiti stringenti per le piattaforme di scambio, i broker e i fornitori di portafogli digitali. Le società che non otterranno l’autorizzazione entro questa data dovranno cessare le operazioni o limitare i servizi ai clienti europei.

Il mercato unico delle criptovalute

Il MiCA rappresenta il primo tentativo dell’UE di creare un mercato unico per le criptovalute. Le imprese autorizzate in un Paese membro potranno operare in tutti e 27 gli Stati dell’Unione, grazie a un sistema di passaporto europeo. Questo meccanismo, tuttavia, richiede il rispetto di requisiti rigorosi in materia di capitalegovernancetutela dei fondi dei clienti e prevenzione del riciclaggio.

Secondo Yamal Kalaf, cofondatore di MiCAR Whitepapers Europe, “si tratta della nascita di un vero mercato unico che sostituisce il precedente mosaico di 27 regimi nazionali”. Questo cambiamento è destinato a ridisegnare il panorama delle criptovalute in Europa, favorendo le piattaforme più grandi e strutturate.

Le sfide per le piccole piattaforme

Non tutte le società del settore sono pronte per questa transizione. Secondo i dati dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) a maggio solo circa 210 società avevano ottenuto l’autorizzazione completa, su oltre 1.200 che in passato disponevano di registrazioni nazionali. Questo significa che meno del 20% del mercato è attualmente conforme alle nuove normative.

Roshan Dharia, CEO di Echo Base, ha spiegato che “il basso tasso di conversione indica che una parte consistente del mercato ha concluso che ottenere e mantenere una licenza MiCA non è economicamente sostenibile all’interno del proprio modello operativo attuale”. Le piccole piattaforme, infatti, faticano a sostenere i costi e gli oneri documentali richiesti dalla procedura di licenza.

La situazione di Binance

Tra i casi più eclatanti, Binance, il maggiore exchange mondiale, ha ritirato la propria istanza di licenza MiCA presentata in Grecia a fine giugno. La società si trova ora a cercare un’autorizzazione in un altro Stato membro, con il rischio di dover sospendere o limitare i servizi in diversi mercati europei nel frattempo.

Secondo indiscrezioni, la presidente della BCE, Christine Lagarde, avrebbe espresso contrarietà alla concessione della licenza greca, anche se queste informazioni non sono state confermate né dalla BCE né dalle autorità elleniche. Binance ha dichiarato di aver collaborato con le autorità di vigilanza per oltre diciotto mesi e di ritenere la propria documentazione conforme ai requisiti del MiCA.

Le conseguenze del MiCA

Con l’entrata a pieno regime del MiCA, le piattaforme autorizzate potranno continuare a operare su tutto il mercato europeo, mentre quelle prive di licenza dovranno interrompere i servizi fino al completamento dell’iter autorizzativo. Il risultato atteso è una significativa concentrazione del mercato a favore degli operatori meglio capitalizzati e più preparati sul piano della conformità normativa.

Miguel Zapatero, Head Counsel di Crossmint, ha dichiarato: “Dopo il 1° luglio vedremo un mercato più piccolo, più istituzionale e dotato di un vero passaporto europeo. Non è un mercato in ritirata, ma un mercato che sta maturando”.

Le grandi piattaforme come Coinbase, Kraken e Revolut hanno già ottenuto le necessarie autorizzazioni, posizionandosi come principali beneficiari della riforma. L’uscita dal mercato dei concorrenti non autorizzati potrebbe consentire a questi operatori di acquisire nuove quote di mercato.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.