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24 Luglio 2026

Eurozona, Stati Uniti e Germania: l’andamento economico nel Q2 2026

Scopri come Eurozona, Stati Uniti e Germania stanno navigando le sfide economiche del Q2 2026, con dati aggiornati e prospettive future.

Eurozona, Stati Uniti e Germania: l'andamento economico nel Q2 2026

Il secondo trimestre del 2026 ha visto un ritorno alla crescita trend per le principali economie globali, nonostante le persistenti sfide geopolitiche e inflazionistiche. I dati preliminari indicano una ripresa moderata, con tassi di crescita differenziati tra le regioni. L’Eurozona, in particolare, mostra segni di ripresa, trainata da Germania e Francia, mentre gli Stati Uniti continuano a registrare una crescita robusta, seppur frenata da fattori esterni.

La pubblicazione ufficiale dei dati sul PIL per il 30 luglio fornirà un quadro più dettagliato, ma le previsioni attuali suggeriscono un quadro misto, con opportunità e rischi che si bilanciano.

Eurozona: una ripresa fragile ma tangibile

L’Eurozona ha registrato un aumento del PIL dello 0,3% trimestre su trimestre nel Q2 2026, in linea con le previsioni. Questo miglioramento è stato supportato da un calo temporaneo del prezzo del petrolio Brent e da un miglioramento nei sondaggi PMI di giugno. Tuttavia, la crescita è ancora fragile, con la purchasing power delle famiglie in calo dello 0,9% trimestre su trimestre a causa dell’inflazione persistente e delle incertezze geopolitiche.

La resilienza del mercato del lavoro continua a sostenere la domanda interna, ma il savings rate rimane elevato, indicando una cautela diffusa tra i consumatori. La Germania, in particolare, sta beneficiando di un aumento della spesa pubblica, con un focus su infrastrutture e difesa, mentre la Francia mostra segni di ripresa nel settore delle esportazioni e dell’edilizia residenziale.

Francia: un ritorno parziale alla crescita

La Francia ha registrato un aumento dello 0,2% trimestre su trimestre nel Q2, dopo un inizio d’anno difficile. Le esportazioni, in particolare quelle di aeromobili, hanno visto un forte rimbalzo, con un aumento del 40% anno su anno nel Q2, rispetto a un calo del 16% anno su anno nel Q1. Anche i settori dell’acciaio, dell’IT/elettronica e dei farmaci hanno contribuito positivamente.

Il settore edile, dopo un forte calo nel Q1, mostra segni di stabilizzazione, con un aumento delle nuove costruzioni che compensa il calo delle opere pubbliche e delle ristrutturazioni. Tuttavia, la consumo delle famiglie rimane sotto pressione, con un calo dello 0,2% trimestre su trimestre nel Q1, a causa dell’inflazione e della ridotta fiducia dei consumatori.

Germania: conferma della ripresa

La Germania ha registrato una crescita dello 0,2% trimestre su trimestre nel Q2, il terzo trimestre consecutivo di crescita. Questo miglioramento è stato trainato dalla spesa pubblica, in particolare in settori come la difesa e le infrastrutture. La spesa sociale, legata all’invecchiamento della popolazione, ha contribuito significativamente, con un aumento del 6% trimestre su trimestre nei primi due mesi del Q2.

L’industria tedesca sta beneficiando di una ripresa della domanda europea, con un aumento degli ordini industriali del 2,6% anno su anno dall’inizio del 2026, e del 6,2% anno su anno per gli ordini provenienti dall’Eurozona. Questo indica una ripresa della domanda interna e una maggiore integrazione con il mercato europeo.

Stati Uniti: crescita moderata nonostante le pressioni inflazionistiche

Gli Stati Uniti continuano a registrare una crescita robusta, con un tasso di crescita annuo previsto intorno al 2% per annum. Tuttavia, la crescita è frenata da un aumento delle importazioni, in particolare di input per l’intelligenza artificiale. Questo ha portato a una revisione al ribasso delle previsioni di crescita del PIL per il Q2, con un tasso annualizzato previsto dello 1,7% trimestre su trimestre secondo l’Atlanta Fed.

L’indice ISM non manifatturiero rimane elevato, a 54 in giugno mentre l’indice manifatturiero è aumentato significativamente dall’inizio dell’anno, con una media di 52,9 rispetto a 47,5 nella seconda metà del 2026. Tuttavia, le pressioni inflazionistiche, legate a vincoli di offerta e a un mercato del lavoro robusto, continuano a pesare sull’economia.

La spesa per consumi rimane sostenuta tra le famiglie più abbienti, grazie all’effetto ricchezza, ma la fiducia e la spesa delle altre famiglie sono influenzate negativamente dall’inflazione persistente.

La pubblicazione ufficiale dei dati sul PIL il 30 luglio fornirà ulteriori dettagli su questa tendenza.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.