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15 Maggio 2026

Google books nei guai?

Si complicano le cose per Books. Dopo lo scorso ottobre, quando si era riusciti a trovare un accordo tra il più noto motore di ricerca e gli scrittori statunitensi presentando un piano di transizione che tra l’altro fissava al 5 maggio il termine entro il quale gli editori potevano far valere i propri diritti, la situazione è nuovamente degenerata.
Un giudice federale ha, infatti, accolto la richiesta di un gruppo di editori americani di prorogare il termine di altri 4 mesi, mentre era disposto ad accordare una proroga di soli due. Il giudice ha però dato ragione agli editori i quali, quindi, avranno a disposizione un tempo molto più lungo per far valere i propri diritti.
Nel frattempo il Dipartimento di Giustizia statunitense ha aperto un’indagine per accertare se con l’accordo di transizione si pongono le basi per la creazione di una posizione dominante per l’ negli .
Accuse di questo tipo erano già state sollevate, sebbene questo non dia garanzia che l’inchiesta si chiuda a sfavore di .
Ma nelle trattative non sono coinvolti solo gli scrittori americani, ma anche quelli stranieri, visto che ha indicizzato le opere delle biblioteche statunitensi che nei loro cataloghi contengono anche volumi stranieri.
Gli editori italiani dal canto loro si dicono soddisfatti della proroga di 4 mesi concessa, annunciando tra l’altro la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico nei rapporti tra , il Book Right Registry e gli editori europei, coordinato proprio da un rappresentante dell’AIE, Piero Attanasio, che ha spiegato: “AIE ha prodotto una serie di studi tecnici e documenti assunti dalla come posizione comune, che rilevano i problemi presenti nel database del Settlement e le possibili soluzioni. Si è creato un buon clima di collaborazione che speriamo porti i suoi frutti”. Un po’ tutti, quindi, restano ancora molto prudenti sul da farsi.

Autore

Redazione