Sul lungomare di Cirò Marina, la Guardia di Finanza ha portato alla luce un’attività ricettiva operante in totale assenza di autorizzazioni. L’edificio, composto da 15 appartamenti, è stato trasformato in una struttura turistica abusiva, con servizi completi e un sito web dedicato per le prenotazioni.
L’operazione, condotta dalla Tenenza di Cirò Marina, ha evidenziato come la struttura fosse priva di partita IVA e della necessaria Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Durante il controllo, i militari hanno trovato tutti gli appartamenti occupati, per un totale di 59 ospiti identificati.
Un giro d’affari sommerso di oltre 50mila euro
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’attività svolta nei mesi di luglio e agosto, individuando oltre 190 clienti ospitati nella struttura. Gli incassi non certificati ammontano a più di 50mila euro. La struttura, pubblicizzata attraverso un sito internet indipendente, offriva tariffe elevate, con un costo di 2.400 euro per due settimane di soggiorno nel mese di agosto.
La Guardia di Finanza sta ora effettuando ulteriori verifiche per ricostruire l’intero volume d’affari prodotto dall’attività e accertare il corretto versamento della tassa di soggiorno. Il titolare è stato sanzionato amministrativamente per l’omessa SCIA e deferito alla Procura della Repubblica di Crotone per la violazione degli obblighi di comunicazione delle generalità degli ospiti all’Autorità di Pubblica Sicurezza.
L’importanza dei controlli nel settore turistico
L’indagine è stata condotta attraverso il monitoraggio del territorio e l’analisi dei dati disponibili online. La struttura, situata sul lungomare di Cirò Marina, era dotata di cucina, bagno, garage, lavanderia comune e connessione wi-fi. La scoperta rientra nell’ambito dei controlli intensificati durante la stagione estiva per individuare le attività esercitate irregolarmente e tutelare gli operatori che operano nel rispetto delle regole.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’attività ricettiva è stata qualificata come esercitata in forma imprenditoriale, sulla base di quanto previsto dalla Legge regionale Calabria n. 34 del 2018 e successive integrazioni. La struttura, però, sarebbe stata gestita senza la necessaria partita IVA e senza la prescritta SCIA.
L’operazione sottolinea l’importanza dei controlli nel settore turistico per garantire la legalità e la trasparenza delle attività ricettive. La Guardia di Finanza continua a monitorare il territorio per individuare e sanzionare le irregolarità, proteggendo così gli operatori che operano nel rispetto delle normative vigenti.



