Hashdex, uno dei pionieri nel settore degli ETF su Bitcoin, ha annunciato la chiusura del suo fondo DEFI il primo ETF su Bitcoin spot negli Stati Uniti. Questa decisione solleva molte domande sul futuro degli investimenti in criptovalute e sulle sfide che i piccoli fondi devono affrontare in un mercato dominato da giganti come BlackRock.
Il fondo DEFI, lanciato inizialmente come ETF su future nel 2026, è stato convertito in un ETF su Bitcoin spot nel. Nonostante un aumento del 58% del valore degli asset tra marzo e agosto 2026, Hashdex ha deciso di chiudere il fondo a causa delle sue dimensioni ridotte e dei costi operativi elevati.
Le ragioni dietro la chiusura dell’ETF DEFI
Il fondo DEFI ha registrato un aumento del valore degli asset, passando da 9,22 milioni a 14,56 milioni di dollari tra il 31 marzo e il 4 agosto 2026. Tuttavia, le commissioni di gestione dello 0,25% non erano sufficienti a coprire i costi operativi. Nel 2026, le commissioni totali ammontavano a 47.521 dollari, mentre nel primo trimestre del 2026 sono scese a soli 6.453 dollari.
Hashdex ha dovuto coprire i costi di custodia, revisione contabile, servizi legali e fiscali, oltre alle commissioni della SEC. Questi costi hanno reso insostenibile la gestione del fondo, nonostante la sua performance positiva. In confronto, l’ETF su Bitcoin di BlackRock deteneva 47,5 miliardi di dollari il 4 agosto 2026, dimostrando come la dimensione sia un fattore critico per la sopravvivenza in questo settore.
Cosa accadrà agli investitori di DEFI
Gli investitori che detengono azioni di DEFI potranno venderle fino al 17 agosto 2026. Dopo questa data, le azioni smetteranno di essere scambiate e verranno rimosse dall’exchange. Hashdex venderà i 225,58 Bitcoin detenuti dal fondo e distribuirà il ricavato, al netto dei costi di chiusura, ai possessori delle azioni.
Tuttavia, la vendita anticipata potrebbe non essere semplice. DEFI ha registrato solo 131 azioni scambiate il 4 agosto, per un valore di 9.560 dollari. Inoltre, il prezzo di Bitcoin potrebbe subire forti oscillazioni durante la vendita, aumentando il rischio per gli investitori.
La dimensione come fattore decisivo
Il caso di DEFI evidenzia come la dimensione sia un fattore cruciale per la sopravvivenza degli ETF su Bitcoin. Nonostante la sua performance positiva e la capacità di replicare il prezzo di Bitcoin con uno scarto dello 0,02%, il fondo non era sufficientemente grande per sostenere i costi operativi. Questo contrasta con la situazione di BlackRock, che gestisce un ETF su Bitcoin di dimensioni enormi e può permettersi di applicare la stessa commissione dello 0,25% senza problemi.
La chiusura di DEFI è un segnale importante per il mercato degli ETF su Bitcoin. Mostra che, nonostante l’interesse crescente per le criptovalute, solo i fondi con una massa critica sufficiente possono sopravvivere a lungo termine. Gli investitori dovrebbero tenere conto di questo fattore quando scelgono in quali ETF investire.



