Hoepli, la storica casa editrice milanese fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, attraversa una fase critica.
Dalle carte che abbiamo esaminato emergono problemi finanziari significativi e tensioni nella governance familiare. L’azienda sta valutando scenari drastici — dalla liquidazione volontaria alla vendita separata di asset come il catalogo, il marchio e gli immobili — mentre circa cento dipendenti sono stati posti in cassa integrazione a zero ore. Questa inchiesta ricostruisce come scelte economiche e manageriali minaccino non soltanto un’impresa, ma una parte importante del patrimonio culturale e occupazionale italiano.
I documenti interni e i bilanci preliminari descrivono una situazione di sofferenza dei flussi di cassa e margini di profitto in calo costante. Nei verbali si leggono proposte concrete per dismettere porzioni del catalogo e mettere sul mercato alcuni immobili di proprietà. I conti mostrano costi fissi elevati che, senza apporti di capitale o operazioni straordinarie, diventano insostenibili. Per contenere la spesa è stata attivata la cassa integrazione a zero ore, misura che sospende le attività produttive e commerciali e coinvolge l’intero organico.
La sequenza degli eventi ricostruita dai verbali indica una progressiva erosione delle vendite, soprattutto dei manuali tecnici e dei testi di consultazione, ossatura storica dell’azienda. Di fronte al calo della domanda, la direzione ha incaricato consulenti finanziari per valutare ristrutturazioni, cessioni di asset non strategici o altre soluzioni. Al momento non ci sono offerte vincolanti per l’acquisto dell’azienda, ma sono arrivate manifestazioni di interesse da parte di altri editori e di operatori immobiliari.
Al centro delle decisioni restano la famiglia proprietaria, il consiglio di amministrazione e i dirigenti esecutivi. I verbali rivelano discussioni serrate sulla successione ai vertici e sul dilemma tra mantenere l’indipendenza storica e cedere risorse chiave per sopravvivere. I sindacati sono stati informati della cassa integrazione e seguono la vicenda per tutelare i lavoratori, mentre consulenti esterni e potenziali investitori partecipano alle valutazioni strategiche.
Le conseguenze di una vendita frammentata del catalogo o di una liquidazione sarebbero immediate e profonde: collezioni storiche potrebbero essere spezzettate, l’accesso a testi tecnici essenziali per studenti e professionisti potrebbe complicarsi, e i diritti di proprietà intellettuale rischierebbero di essere dispersivi. Sul piano sociale, la cassa integrazione a zero ore segnala una sospensione forzata delle attività che pesa sulla vita di centinaia di famiglie.
La decisione finale spetterà all’assemblea dei soci, convocata per valutare le opzioni strategiche e, se necessario, deliberare la liquidazione volontaria qualora non si trovino capitali freschi. Nel frattempo proseguono trattative preliminari e contatti con soggetti interessati; nei prossimi giorni potrebbero emergere offerte concrete o accordi ponte pensati a garantire almeno una continuità temporanea delle attività. Al momento, la conferma della cassa integrazione per circa cento dipendenti è l’unica certezza.
Questa crisi pesa anche sul piano culturale. La storia editoriale di Hoepli è legata a scelte precise: Ulrico Hoepli, libraio svizzero, trasformò una libreria in Galleria De Cristoforis puntando sui manuali tecnici più che sulla narrativa commerciale. Con l’ingegnere Giuseppe Colombo nacquero i Manuali Hoepli e il Manuale dell’ingegnere, testi compatti ed economici pensati per periti, studenti e professionisti. Quelle pubblicazioni hanno segnato per decenni la formazione tecnica in Italia.
Gli archivi confermano l’ampiezza del catalogo: già alla fine dell’Ottocento la casa editrice aveva un’offerta estesa, e nel 1897 la collana dei Manuali raggiunse i 500 titoli. Allo sviluppo dei testi tecnici si affiancarono enciclopedie, opere di consultazione, collane per l’infanzia e riviste, mentre la nomina a libraio della Real Casa di Savoia consolidò prestigio e posizione economica.
I materiali esaminati — cataloghi d’epoca, corrispondenze commerciali, preventivi di stampa e registri contabili — mostrano investimenti mirati sui manuali e legami stabili con scuole professionali e associazioni tecniche. Le lettere con tipografie e distributori raccontano accordi per tirature e politiche di prezzo che resero quei volumi un punto di riferimento per la formazione pratica.
La storia di Hoepli ha attraversato momenti difficili prima d’ora: passaggi di leadership, pressioni politiche negli anni Trenta e le devastazioni della Seconda guerra mondiale lasciarono tracce pesanti sui depositi e sulle scorte. La ricostruzione del dopoguerra fu lenta e mirata, con un riordino del catalogo che privilegiò edizioni strategiche per ristabilire l’offerta formativa.
I documenti interni e i bilanci preliminari descrivono una situazione di sofferenza dei flussi di cassa e margini di profitto in calo costante. Nei verbali si leggono proposte concrete per dismettere porzioni del catalogo e mettere sul mercato alcuni immobili di proprietà. I conti mostrano costi fissi elevati che, senza apporti di capitale o operazioni straordinarie, diventano insostenibili. Per contenere la spesa è stata attivata la cassa integrazione a zero ore, misura che sospende le attività produttive e commerciali e coinvolge l’intero organico.0
