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31 Maggio 2026

L’Euribon scende e i mutui cambiano faccia

Leggero calo per l’Euribon, il tasso che le banche utilizzano per regolare le proprie politiche sui ipotecari, che oggi si è attestato su 2,51%, ovvero il livello più basso dal gennaio 2006.
Come si regoleranno le banche?
Al momento l’intero settore è in fermento e qualche novità comincia a profilarsi all’orizzonte.
La ha, ad esempio, deciso di lanciare un nuovo mutuo a ancorato direttamente alla Banca Centrale Europea e non all’Euribon che sino ad ora era stato il parametro per i variabili.
Seguendo la scia del gruppo olandese anche altri istituti hanno pensato di lanciare delle offerte analoghe. Bipiemme ha abbracciato la via degli “Euromutuo” ed ha deciso di implementare quanto già fatto lo scorso novembre. Con l’approvazione del decreto anti-crisi, infatti, il Governo aveva imposto alle banche di offrire ai propri clienti la possibilità di scegliere un mutuo a agganciato direttamente al tasso della Banca Centrale Europea, e la Bipiemme aveva subito risposto all’invito offrendo questa opzione.
Visti i precedenti c’è quindi da aspettarsi che altri istituti di credito faranno lo stesso, offrendo prestiti ancorati al costo del denaro.
Ma che cosa cambia con queste misure?
Dalle prime analisi emerge che lo spread, ovvero il margine di rincaro, applicato ai ancorati al tasso è più elevato rispetto a quello legato all’Euribon, risultando quindi più cari rispetto a quelli indicizzati all’Euribon.
Ad esempio i “ ” della Ing, rispetto a quelli Euribon, risultano più cari di 0,25 punti percentuali, mentre Unicredit applica un rincaro di 0,5 punti, Bipiemme un rialzo tra lo 0,3 e lo 0,7 punti percentuali o ancora il “mutuo Ambra” di Banca Sella costa 0,65 punti percentuali in più se legato al tasso .
In controtendenza solo il Banco Popolare che per entrambi i prodotti applica uno spread del 2%.
Ma da cosa dipende il costo maggiore dello spread dei rispetto a quelli Euribon?
La spiegazione si rintraccerebbe nel fatto che il mutuo incorpora una sorta di assicurazione, in virtù del fatto che il tasso è più stabile rispetto agli indici Euribon, che sono molto sensibili alle variazioni del mercato, e quindi molto più esposti a oscillazioni anomale.
Come si fa allora a scegliere?
Ad oggi i Euribon sono meno cari anche grazie al ribasso dell’indice, ma va comunque sempre tenuto presente che le variazioni degli indici Euribon possono essere repentine ed inaspettate, scatenando in ogni momento una situazione analoga a quanto è avvenuto lo scorso anno a causa dei subprime.
L’unica raccomandazione possibile è quindi di stare sempre con gli occhi aperti!

Autore

Redazione