in

Linee guida e profilazione: come adeguare la privacy aziendale

Privacy e profilazione: cosa cambia dopo le ultime linee guida europee
Dal punto di vista normativo, le recenti linee guida dell’EDPB integrate dalle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali aggiornano i criteri per la profilazione e il trattamento automatizzato dei dati.

Il testo seguente illustra chi è coinvolto, cosa prevede la nuova regolamentazione, dove e quando si applica e quali sono le implicazioni pratiche per le imprese e gli investitori.

Dal punto di vista operativo, le novità riguardano in particolare l’uso di modelli algoritmici per analisi comportamentali e scoring. Per profilazione si intende qualsiasi forma di trattamento automatizzato finalizzato a valutare aspetti personali di una persona fisica. Il rischio compliance è reale: le imprese devono aggiornare policy e strumenti di governance per garantire trasparenza e correttezza dei processi.

1. Normativa e documenti di riferimento

Il Garante ha stabilito che le nuove circolari e le linee guida EDPB (versione 2025-2026) chiariscono l’applicazione dell’art. 22 GDPR in materia di decisioni automatizzate e profilazione. In particolare, vengono definite le condizioni per il consenso validamente informato e le responsabilità del titolare del trattamento quando si utilizzano algoritmi per decisioni che incidono su diritti o interessi significativi delle persone.

2. Interpretazione e implicazioni pratiche

Dal punto di vista normativo, il documento conferma che la profilazione non è vietata in assoluto. Tuttavia richiede un approccio fondato su trasparenza, minimizzazione e accountability. Il Garante ha stabilito che i sistemi che incidono in modo significativo sugli interessati, come l’offerta di credito, la selezione delle candidature o il pricing dinamico, possono rientrare nell’ambito dell’art. 22 e necessitano di misure aggiuntive.

Le ricadute pratiche sono immediate per le imprese che adottano processi decisionali automatizzati. Esse devono documentare le scelte progettuali con registri operativi e valutazioni d’impatto. Occorrono inoltre controlli tecnici continui per dimostrare il rispetto dei diritti degli interessati.

Dal punto di vista operativo, non è sufficiente affidarsi a una sola base giuridica come il consenso. In assenza di garanzie tecniche e organizzative adeguate, la mera sussistenza del consenso può risultare insufficiente. Il rischio compliance è reale: mancata valutazione o assenza di registri possono comportare responsabilità amministrative e impatto reputazionale.

Per garantire conformità, le imprese dovranno integrare procedure di governance del dato con specifiche misure di mitigazione del rischio. Tra queste figurano controlli di bias sugli algoritmi, criteri di trasparenza accessibili agli interessati e meccanismi per intervento umano nelle decisioni automatizzate. Tali misure riducono l’esposizione a sanzioni e migliorano la affidabilità dei sistemi.

3. Cosa devono fare le aziende

Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: le imprese devono adottare misure concrete per ridurre l’esposizione normativa e operativa. Questo passaggio indica le azioni pratiche che le aziende dovrebbero mettere in campo per garantire GDPR compliance e gestione responsabile dei sistemi automatizzati.

  • Mappare tutti i processi di profilazione e decisione automatizzata, indicando dati trattati, finalità e flussi informativi.
  • Effettuare una Data Protection Impact Assessment (DPIA) per ogni sistema a impatto significativo e documentare le misure di mitigazione previste.
  • Rivedere le informative e i meccanismi di consenso rendendoli specifici, granulari e facilmente revocabili dall’interessato.
  • Implementare controlli tecnici continui, tra cui test di bias, audit degli algoritmi e registrazione dei log delle decisioni automatizzate.
  • Designare competenze interne, come il Data Protection Officer o referenti RegTech, per il monitoraggio e l’aggiornamento delle misure di compliance.

4. rischi e sanzioni possibili

Dal punto di vista normativo, il Garante ha stabilito che le violazioni relative alla profilazione possono comportare sanzioni amministrative ai sensi del GDPR. L’entità della sanzione dipende dalla gravità e dalla natura dell’infrazione. In presenza di danno per gli interessati, possono seguire richieste risarcitorie e perdite reputazionali.

Il rischio compliance è reale: sono possibili multe consistenti e ordini di cessazione del trattamento qualora manchino adeguate garanzie tecniche e organizzative. Rimane inoltre vigente l’obbligo di notifica dei data breach quando la profilazione espone dati sensibili o comporta un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati.

5. Best practice per la compliance

Per ridurre l’esposizione normativa e operativa, il Dr. Luca Ferretti propone misure pratiche e verificabili. Le aziende devono integrare la conformità nella progettazione dei processi e nella governance dei dati.

  • Valutazione d’impatto: eseguire un Data protection impact assessment prima dell’avvio di attività di profilazione con rischio elevato.
  • Minimizzazione dei dati: raccogliere solo i dati necessari e limitare la conservazione ai tempi strettamente utili.
  • Trasparenza: fornire informazioni chiare e accessibili agli interessati sulle finalità e sulle logiche di profilazione.
  • Base giuridica solida: documentare la base giuridica del trattamento, inclusi consensi quando richiesti dal GDPR.
  • Garanzie tecniche: adottare misure come pseudonimizzazione, cifratura e controlli di accesso per mitigare i rischi operativi.
  • Processi di governance: istituire ruoli e responsabilità chiare, inclusa la nomina di un responsabile della protezione dei dati se previsto.
  • Monitoraggio e audit: pianificare verifiche periodiche per valutare l’efficacia delle misure e aggiornare le procedure in base ai risultati.

Dal punto di vista pratico, l’implementazione di queste misure riduce l’esposizione a sanzioni e preserva la fiducia degli interessati. Il rischio compliance resta concreto; pertanto, le imprese dovranno mantenere aggiornati i controlli e la documentazione per rispondere alle richieste delle autorità competenti.

  • Privacy by design e privacy by default devono essere integrate fin dalla progettazione di ogni sistema che prevede profilazione degli utenti.
  • Devono essere predisposte procedure documentate per la conduzione delle valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) e per le revisioni periodiche degli algoritmi.
  • È necessaria trasparenza verso gli interessati mediante informative chiare e strumenti efficaci per l’esercizio dei diritti di accesso, cancellazione e opposizione.
  • Occorre implementare misure RegTech, quali dashboard di compliance, monitoraggio automatico dei flussi e sistemi di alert per anomalie nei processi decisionali.
  • La formazione continua del personale sulle tematiche di data protection e sulle responsabilità operative rappresenta una misura di mitigazione essenziale.

Dal punto di vista normativo, la conformità al GDPR nella profilazione richiede controlli legali, tecnici e organizzativi coordinati. Il rischio compliance è reale: le imprese devono mantenere aggiornata la documentazione e i controlli per rispondere alle richieste delle autorità competenti. Dal punto di vista operativo, ciò implica procedure di governance chiare, audit regolari e investimenti in RegTech. Il Garante ha stabilito che un approccio proattivo riduce l’esposizione a sanzioni e favorisce la fiducia dei clienti; sono attesi ulteriori chiarimenti dalle autorità europee per armonizzare le prassi di controllo.

Le raccomandazioni precedenti si fondano su documenti ufficiali: linee guida EDPB 2025-2026, i comunicati del Garante per la protezione dei dati personali e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Queste fonti orientano l’interpretazione pratica delle regole e anticipano ulteriori chiarimenti sulle prassi di controllo a livello europeo.

Dr. Luca Ferretti
Avvocato specializzato in diritto digitale e legal tech

Dal punto di vista normativo, Ferretti analizza l’impatto delle misure tecniche e organizzative sulle attività di profilazione e investimento. Il Garante ha stabilito che la documentazione e la valutazione del rischio sono elementi essenziali per la GDPR compliance. Il rischio compliance è reale: le imprese che progettano strumenti di profilazione devono integrare processi di governance e registrare le scelte tecniche per dimostrare la conformità.

Per le aziende che operano nel settore degli investimenti digitali, Ferretti segnala come prioritarie le verifiche periodiche e l’adozione di strumenti di RegTech per monitorare l’efficacia delle garanzie. Sono previste sanzioni amministrative in caso di violazioni gravi; le autorità europee continueranno a fornire orientamenti per uniformare le prassi di controllo.

telemedicina e ai per prevenire le ospedalizzazioni in insufficienza cardiaca 1772139260

Telemedicina e ai per prevenire le ospedalizzazioni in insufficienza cardiaca