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15 Giugno 2026

Migliori investimenti 2026: settori, asset e strategie

Sintesi delle opportunità di investimento 2026: asset class, settori con crescita prevista e linee guida per la diversificazione del portafoglio

Migliori investimenti 2026: settori, asset e strategie

La misura nota come Nuova Sabatini rimane uno strumento centrale per sostenere gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese italiane. Con la Legge di Bilancio 2026 è stato previsto un rifinanziamento di 650 milioni di euro per gli anni 2026 e, a integrazione delle risorse già disponibili. Nel contesto normativo si segnala che con il decreto ministeriale 18 giugno 2026 sono state introdotte modifiche su incentivi collegati all’obbligo di polizze assicurative contro calamità naturali; la disciplina specifica della Nuova Sabatini sarà adeguata tramite un successivo decreto interministeriale in fase di finalizzazione.

Ambito, finalità e risorse stanziate

La Nuova Sabatini è un’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy volta a facilitare l’accesso al credito per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Le risorse complessive riportate nell’elenco della misura ammontano a 1.369.549.233,09 euro per la Nuova Sabatini ordinaria e a 77.522.758,51 euro per la componente dedicata alla Nuova Sabatini Capitalizzazione. Questa dotazione include il recente rifinanziamento di 650 milioni previsto dalla legge di bilancio 2026 e copre anche linee specifiche per investimenti green e per progetti legati alla capitalizzazione delle PMI.

Requisiti delle imprese e settori ammessi

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca, che non siano in liquidazione volontaria né in stato di difficoltà tale da configurare impresa in crisi. È richiesto che la PMI abbia sede legale o una unità locale in Italia; per le imprese non residenti è necessario dimostrare la presenza di una unità locale al momento della richiesta di erogazione. Sono esclusi solo i soggetti del settore finanziario e assicurativo (sezione L ATECO 2026); per il resto tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, sono ammessi.

Caratteristiche degli investimenti e beni ammessi

Gli investimenti devono riguardare beni nuovi classificabili come immobilizzazioni materiali (impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, altri beni) oppure software e tecnologie digitali. Non sono ammissibili terreni, fabbricati, beni usati o rigenerati, né immobilizzazioni in corso o acconti. I beni devono possedere autonomia funzionale e correlazione diretta con l’attività produttiva dell’impresa; non è finanziabile il singolo componente privo di autonomia.

Beni 4.0 e investimenti green

I beni riconducibili al piano Industria 4.0 rientrano tra gli investimenti che possono ottenere un contributo maggiorato fino al 30% rispetto alla misura standard, secondo gli allegati tecnici aggiornati nella circolare e successivi adeguamenti. Per gli investimenti green (domande presentate da 1° ) è richiesta un’idonea certificazione ambientale di processo o di prodotto ai fini del riconoscimento del contributo maggiorato.

Modalità di finanziamento, tassi e contributi

La misura prevede che banche e intermediari aderenti concedano il finanziamento, eventualmente assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI fino all’80% dell’importo erogato. Il finanziamento può coprire integralmente l’investimento e deve avere durata non superiore a 5 anni e importo compreso tra 20.000 euro e 4.000.000 euro. Il Ministero riconosce un contributo in conto impianti calcolato sui tassi convenzionali di un prestito quinquennale: per gli investimenti ordinari il tasso è pari al 2,75%mentre per gli investimenti 4.0 e per quelli green (per le domande dal 2026) il tasso convenzionale è del 3,575%.

Contributo per capitalizzazione

Per la misura specifica Nuova Sabatini Capitalizzazione (domande dal 1° ) dedicata a PMI costituite in forma di società di capitali e impegnate in processi di capitalizzazione, il contributo è calcolato come valore degli interessi convenzionali su un prestito di cinque anni: il tasso è del 5% per micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese. Il decreto ministeriale del 19 n. 43 definisce requisiti, condizioni e modalità di accesso a questa linea.

Procedure operative e tempistiche

La procedura prevede che la PMI presenti alla banca, insieme alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo attestando i requisiti. La banca verifica la documentazione e, dopo richiesta di prenotazione risorse al Ministero, può deliberare il finanziamento utilizzando la provvista di Cassa depositi e prestiti o altra provvista. Il Ministero adotta il provvedimento di concessione e comunica l’ammontare degli investimenti ammissibili e il piano di erogazione; il contributo viene generalmente corrisposto in quote annuali entro il sesto anno dall’ultimazione dell’investimento, salvo le eccezioni previste per determinate finestre temporali in cui è prevista l’erogazione in un’unica soluzione.

Documentazione e chiarimenti tecnici

Per la riconduttibilità dei beni agli elenchi tecnici e per lle modalità operative sono disponibili circolari e linee guida tecniche del Ministero e dell’Agenzia delle Entrate; è possibile richiedere un parere tecnico specifico alla Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le PMI tramite Pec. Tra i documenti utili figurano il testo coordinato della convenzione con ABI e CDP, manuali operativi per banche e report di valutazione dell’impatto delle precedenti finestre operative.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.