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8 Giugno 2026

Minetti e Cipriani intentano cause milionarie contro media italiani

Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno avviato due cause legali separate contro Il Fatto Quotidiano e la Rai, chiedendo risarcimenti per oltre 220 milioni di euro. Scopri i dettagli delle accuse e le implicazioni legali.

Minetti e Cipriani intentano cause milionarie contro media italiani

Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno avviato due procedimenti legali separati contro Il Fatto Quotidiano e la Rai, chiedendo risarcimenti per danni commerciali e reputazionali che superano complessivamente i 220 milioni di euro. Le denunce riguardano accuse pubblicate dai media italiani che, secondo i querelanti, hanno causato gravi danni alle loro attività e reputazioni.

La denuncia negli Stati Uniti

La Cipriani Usa Inc., la società americana di Giuseppe Cipriani, ha depositato una denuncia civile presso la Corte distrettuale di New York, chiedendo un risarcimento di 250 milioni di dollari. La denuncia non è per diffamazione, ma per interferenza illecita con rapporti commerciali futuri, falsa rappresentazione dannosa e denigrazione commerciale.

Secondo la denuncia, le pubblicazioni e trasmissioni dei convenuti avrebbero causato un impatto commerciale immediato e grave per la società, a causa di accuse false e sensazionalistiche sui rapporti con Jeffrey Epstein, sui contatti con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sulle presunte feste a sfondo sessuale e di droga organizzate nella residenza di Cipriani in Uruguay e sulle accuse relative all’adozione e al trattamento medico del figlio adottivo.

La difesa di Cipriani sostiene che le ricostruzioni giornalistiche abbiano avuto conseguenze dirette, come il ritardo nella chiusura di un’operazione da 50 milioni di dollari e la necessità di incaricare una società investigativa indipendente per confutare le accuse.

Il procedimento di mediazione a Roma

A Roma, Minetti e Cipriani hanno avviato una procedura di mediazione contro Il Fatto Quotidiano, avanzando una richiesta risarcitoria da 5 milioni di euro. L’incontro tra le parti è fissato per il 26 giugno 2026.

Le accuse riguardano presunte feste a sfondo sessuale e di droga organizzate nella residenza di Cipriani in Uruguay, conosciuta come Gin Tonic. La difesa di Cipriani ha definito queste insinuazioni false, imprudenti e prive di fondamentoprecisando che la residenza non è un ranch e che le prove raccolte dalle autorità di polizia italiane hanno contraddetto le accuse.

La testimonianza dell’ex massaggiatrice

Un punto cruciale della vicenda riguarda la testimonianza di Graciela Torres, un’ex massaggiatrice che avrebbe lavorato per Cipriani. La difesa di Cipriani ha sostenuto che Torres ha falsamente descritto la sua permanenza nella residenza, affermando che ha lavorato per circa otto mesi, non venti anni come inizialmente riportato.

Torres ha firmato una dichiarazione giurata notarile il 29 maggio 2026, in cui ha confermato di non aver mai visto Minetti coinvolta in operazioni di reclutamento di prostitute. Questa dichiarazione è stata trasmessa all’Interpol e alle autorità diplomatiche italiane, smentendo le precedenti accuse.

La Procura Generale di Milano ha attestato che i fatti riportati nelle notizie di stampa non corrispondono al vero, basandosi su dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive dai legali di Minetti e Cipriani. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che la questione può considerarsi sostanzialmente risoltaipotizzando al massimo lievi passaggi integrativi.

Le cause in corso rappresentano un capitolo significativo nella controversia legale tra Minetti, Cipriani e i media italiani, con implicazioni che potrebbero estendersi oltre i confini nazionali.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.