Il sistema per la prima infanzia in Italia registra un progressivo aumento dell’offerta, ma la distribuzione geografica resta molto sbilanciata. La recente relazione del CNEL, pubblicata nel 2026, consente di analizzare i dati più recenti relativi all’anno educativo 2023/2024 e di capire quali siano le zone più servite e quelle che, al contrario, soffrono di carenze strutturali.
Incremento dei posti disponibili nel 2023/2024
Nel biennio scolastico 2023/2024 sono operativi 14.570 nidi e servizi integrativi, con una capacità complessiva di circa 378.500 posti. Questo rappresenta un aumento del 3,4 % rispetto al periodo precedente, indicatore di una crescita costante dell’infrastruttura destinata ai bambini dalla nascita ai tre anni. È importante distinguere tra disponibilità – il numero di posti esistenti – e frequenza, ovvero il livello di utilizzo effettivo da parte delle famiglie. La relazione mette in luce che, sebbene la quantità di posti sia aumentata, la loro occupazione non è ancora proporzionale all’intera popolazione infantile.
Disponibilità rispetto a frequenza
La disponibilità di posti copre il 31,6 % dei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, mentre la percentuale di bambini che frequentano strutture educative (inclusi gli anticipatori della scuola dell’infanzia) sale al 39,4 %. Questi dati evidenziano che, nonostante il lieve miglioramento numerico, una larga parte della fascia più giovane resta esclusa dall’accesso a servizi di cura e educazione precoce.
Disparità regionali nella copertura
Le differenze tra le varie macro-aree del Paese sono marcate. Il Centro registra la copertura più alta, pari al 40,4 %, seguito dal Nord-Est (39,1 %) e dal Nord-Ovest (36,6 %). Al contrario, il Sud mostra una disponibilità di soli 19 %, quasi la metà di quella centrale, mentre le Isole si attestano al 19,5 %. Queste disparità non sono solo numeriche, ma hanno un impatto concreto sulla capacità delle famiglie di trovare una struttura vicino al proprio domicilio, accentuando il fenomeno della migrazione interna di domanda verso le aree meglio servite.
Scuola dell’infanzia, iscrizioni e investimenti comunali
L’anno scolastico 2024/2025 ha visto l’iscrizione di 1.184.930 bambini nelle scuole dell’infanzia, di cui 768.256 nelle strutture statali e 416.674 nei centri paritarie. La rete complessiva conta 21.237 istituti, con oltre 13.000 scuole statali e il resto distribuito tra strutture paritarie, pubbliche e private. Parallelamente, la spesa dei Comuni destinata ai servizi per la prima infanzia ha raggiunto 1,751 miliardi di euro nel 2023, segnando un incremento del 68,9 % rispetto al 2003. Al lordo dei contributi familiari, le risorse comunali sono passate da 861 millioni a 1,416 miliardi di euro, con un rialzo del 64,5 % in vent’anni. Questi finanziamenti sono fondamentali per sostenere l’offerta e per garantire che le famiglie non debbano affrontare costi proibitivi.
La crescita dei nidi e delle scuole dell’infanzia è evidente a livello nazionale, ma la copertura reale resta limitata e altamente disomogenea. Il prossimo obiettivo sarà quello di distribuire in modo più equilibrato le nuove risorse, affinché anche le regioni meridionali possano beneficiare di un accesso più ampio e di qualità a questi servizi essenziali per lo sviluppo dei bambini.



