Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), in sinergia con l’Agenzia delle Entrate e il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, sta valutando una riforma che, se approvata, cambierebbe radicalmente il modo in cui i contribuenti presentano la dichiarazione dei redditi per l’anno 2027. L’idea centrale è di smembrare il modello attuale in due invii distinti, ciascuno con una scadenza propria, per distinguere nettamente la parte di calcolo fiscale da quella di monitoraggio.
Il nuovo calendario: 31 luglio e 30 novembre
Il primo invio, previsto entro il 31 luglio, conterrà tutti gli elementi essenziali per stabilire il reddito imponibile e l’ammontare delle imposte dovute. Sarà quindi la fetta più “pesante” della pratica, in cui si decide se si ha un debito o un credito d’imposta. La separazione temporale dovrebbe consentire una gestione più lineare, senza la confusione derivante dalla sovrapposizione di dati accessori.
Il secondo invio: dati di controllo
Il 30 novembre segnerà invece la chiusura della procedura, accogliendo tutti gli elementi di tracciabilità, comunicazioni obbligatorie e altri dati di monitoraggio che, negli ultimi anni, si sono accumulati nella dichiarazione. Queste informazioni – bonus edilizi, crediti d’imposta, comunicazioni di operazioni finanziarie – sono spesso la causa di lunghe verifiche amministrative.
Conseguenze per contribuenti e professionisti
Per chi si affida a un CAF o a un commercialista, il cambiamento più evidente sarà la necessità di due appuntamenti nell’anno fiscale, anziché uno solo. L’obiettivo è che ognuno di questi incontri sia meno gravoso, poiché al primo si tratterà solo del calcolo delle imposte, mentre al secondo si darà spazio ai controlli amministrativi. Questo approccio può ridurre gli errori di compilazione, soprattutto per chi ha situazioni complesse, come più fonti di reddito o partecipazioni societarie.
I professionisti, dal canto loro, potrebbero vedere il picco di lavoro, tradizionalmente concentrato tra maggio e settembre, diluito su un arco temporale più lungo. Una seconda finestra operativa che si chiude a fine novembre offrirebbe maggiore flessibilità, permettendo revisioni intermedie e riducendo la pressione di una scadenza unica.
Stato attuale della proposta
È importante sottolineare che la riforma non ha ancora valore di legge. Al momento la proposta è in fase di elaborazione da parte del MEF, dell’Agenzia delle Entrate e del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, che stanno ancora definendo aspetti tecnici e la precisa disposizione dei quadri del modello. L’orizzonte indicato è il 2027, il che rende stretti i tempi per l’approvazione parlamentare e l’adeguamento dei sistemi informatici.
Chi ha un professionista di riferimento dovrebbe monitorare costantemente gli aggiornamenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove le novità normative vengono pubblicate non appena operative. Prepararsi per tempo, organizzando le due fasi di invio, sarà la strategia più efficace per affrontare al meglio le potenziali novità fiscali del 2027.



