Un’operazione senza precedenti della Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani ha portato alla luce una vasta frode fiscale che ha coinvolto decine di aziende e individui. L’indagine, denominata “Tesori d’Oriente”, ha portato al sequestro di beni per un valore di 20 milioni di euro svelando un complesso sistema di società cartiere che emettevano fatture per operazioni inesistenti.
L’inizio dell’indagine: un controllo di routine
Tutto è iniziato nell’ con un controllo di routine presso un emporio gestito da cittadini di origine cinese a Trani. Durante l’ispezione, i finanzieri hanno riscontrato la presenza di una seconda impresa nello stesso spazio commerciale, gestita da soggetti della stessa nazionalità. Questo ha sollevato i primi sospetti, portando alla scoperta di un contratto fittizio di affitto del ramo d’azienda tra le due società.
Il meccanismo della frode
Il contratto, privo di qualsiasi sostanza economica, era stato stipulato con l’unico scopo di sottrarre l’impresa cedente alle azioni di recupero dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che stava cercando di recuperare debiti tributari per oltre 500.000 euro. Questo ha aperto la strada a ulteriori indagini che hanno portato alla scoperta di un vasto sistema di frode fiscale.
Le società cartiere e le fatture false
Le indagini hanno rivelato l’esistenza di 32 società cartiere create appositamente per emettere fatture false. Nel triennio 2026-2026, queste società hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo di 136 milioni di euro con un’imposta corrispondente di oltre 30 milioni di euro.
Le anomalie riscontrate
Le società cartiere presentavano numerose anomalie, tra cui l’assenza di dichiarazioni fiscali, la mancanza di versamenti delle imposte, l’assenza di lavoratori dipendenti e la mancanza di beni mobili o immobili intestati a titolo di proprietà. Queste anomalie hanno confermato l’esistenza di un sistema organizzato per evadere le imposte.
Le conseguenze legali
Al termine delle indagini, sono state denunciate 65 persone per reati fiscali e fallimentari, tra cui emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazione fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e bancarotta distrattiva e dolosa. Inoltre, sono state segnalate 32 società per la responsabilità amministrativa derivante da reato.
L’operazione “Tesori d’Oriente” rappresenta un importante passo avanti nella lotta all’evasione fiscale dimostrando l’efficacia delle indagini della Guardia di Finanza nel contrastare queste forme di illegalità.


