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3 Giugno 2026

Perché il barometro Purdue-CME segnala nervosismo tra gli agricoltori

Il barometro Purdue-CME registra un lieve calo del sentiment a maggio: il valore dell'indice scende a 119 e i costi degli input, dai fertilizzanti al diesel, emergono come preoccupazione dominante per i produttori

Perché il barometro Purdue-CME segnala nervosismo tra gli agricoltori

Il sondaggio mensile condotto dalla Purdue University insieme a CME Group mostra una flessione nel sentimento degli agricoltori: l’Ag Economy Barometer (AEB) è passato da 121 punti di aprile a 119 punti a maggio. Questo dato sintetizza una serie di indicatori che fotografano sia la percezione attuale sia le attese per i prossimi mesi.

Lo stato attuale: indicatori e numeri chiave

La componente delle condizioni correnti ha registrato un calo netto, scendendo di 8 punti rispetto ad aprile e portandosi al livello più basso da dicembre 2026. Al contrario, l’indice delle aspettative future ha mostrato un lieve aumento di 1 punto, segnalando una discrepanza tra percezione presente e speranze per l’orizzonte prossimo.

Preoccupazioni principali dei produttori

Nel sondaggio, il 51% dei partecipanti ha indicato i costi degli input (come fertilizzanti ed energia) come il problema più pressante, un valore record per questa voce. Inoltre, il 46% ha dichiarato che gli stessi costi limitano il miglioramento della loro posizione finanziaria nel corso dell’anno in corso. Questi risultati spiegano in larga parte la contrazione della percezione delle condizioni correnti.

Prezzi delle materie prime e dinamica dei costi

Nonostante alcuni aumenti nei prezzi delle commodity agricole, l’aumento dei costi di produzione ha sovraperformato le entrate in molte aree. Ad esempio, il prezzo del diesel è salito del 47% fino ad aprile, diminuendo solo marginalmente a maggio, una dinamica che comprime ulteriormente i margini aziendali anche negli Stati Uniti.

Fertilizzanti: trend globale e impatto locale

I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati non solo a livello domestico ma soprattutto a livello mondiale, accentuando la pressione sui bilanci aziendali. L’aumento dei costi di elementi come l’azoto rende più onerosi i programmi colturali e spinge molti produttori a riconsiderare investimenti e strategie di concimazione.

Investimenti, lavoro e tecnologie

L’indice degli investimenti in capitale agricolo è sceso di 3 punti, attestandosi a 41, il livello più basso da settembre 2026. Questo calo riflette una minore propensione a sostenere spese importanti in un contesto di margini ristretti e incertezza sulle prospettive economiche.

Mercato del lavoro e ruolo dell’intelligenza artificiale

Circa il 39% delle aziende agricole intervistate dichiara di assumere personale non familiare; tra queste, il 44% ha riscontrato difficoltà nel trovare manodopera. Sull’adozione delle tecnologie, una maggioranza del 59% ritiene che gli strumenti di intelligenza artificiale (AI) non miglioreranno significativamente la loro situazione di lavoro e attrezzature, mentre il 37% li considera di aiuto parziale e solo il 4% pensa possano dare un contributo rilevante.

Prospettive per i redditi e i valori fondiari

La maggior parte degli agricoltori (circa due terzi) prevede una riduzione del reddito netto aziendale nel 2026 legata, tra l’altro, a fattori geopolitici evocati nel sondaggio. Per quanto riguarda il frumento del mais, molti si aspettano un aumento dei prezzi break-even: quasi la metà degli agricoltori che hanno seminato mais nel 2026 prevede un incremento fino al 6%, mentre il 30% stima un aumento pari o superiore al 10%.

Valori fondiari: tensioni e aspettative

Paradossalmente, le aspettative sui valori fondiari sono migliorate: l’indice a breve termine è salito da 121 a 130, mentre quello a lungo termine è passato da 155 a 160. Tra i fattori che influenzano maggiormente i prezzi dei terreni gli intervistati citano investimenti alternativi, tassi d’interesse e il reddito netto aziendale.

Percezione generale e differenze settoriali

Dal sondaggio emerge anche un calo della fiducia nella direzione politica del Paese: la quota di chi ritiene che gli Stati Uniti vadano nella direzione giusta è scesa al 52%, il livello più basso da quando la domanda è stata introdotta a luglio 2026. Infine, permane una netta differenza tra filiere: solo il 31% degli intervistati prevede buoni momenti per i produttori di colture nei prossimi cinque anni, contro il 68% che esprime ottimismo per il settore zootecnico.

In sintesi, il barometro Purdue-CME di maggio delinea un panorama agricolo segnato da costi elevati, cautele sugli investimenti e aspettative contrastanti: mentre alcuni indicatori di fiducia a lungo termine sui terreni migliorano, la pressione sui margini e le difficoltà operative tengono basso il morale degli imprenditori agricoli.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.