Salta al contenuto
13 Agosto 2026

Plusvalenze e successioni: perché le azioni singole offrono un vantaggio fiscale unico

Investire in azioni dirette può offrire un vantaggio fiscale significativo rispetto ai fondi d'investimento in caso di successione. Scopri come questa scelta può proteggere il patrimonio dei tuoi eredi.

Plusvalenze e successioni: perché le azioni singole offrono un vantaggio fiscale unico

Quando si pianifica la trasmissione del proprio patrimonio, la scelta degli strumenti finanziari può fare una differenza significativa. Un aspetto spesso trascurato è l’impatto fiscale delle plusvalenze maturate su azioni e titoli. A differenza dei fondi comuni, degli ETF o delle polizze vita, le azioni detenute direttamente offrono un vantaggio fiscale unico in caso di successione.

Questo vantaggio deriva dal fatto che le plusvalenze maturate su azioni singole non sono soggette a tassazione al momento della successione. Al contrario, per i fondi comuni e gli ETF, il trasferimento mortis causa è considerato una cessione, e le plusvalenze sono tassate al 26% (o al 12,5% per i titoli di Stato). Anche nelle polizze vita miste e nelle unit linked, la componente finanziaria rimane fiscalmente rilevante, nonostante il capitale corrisposto al beneficiario sia esente dall’imposta di successione.

Il meccanismo fiscale delle azioni dirette

Le azioni singole, le obbligazioni e altri strumenti finanziari soggetti alla disciplina delle plusvalenze dell’articolo 67 del Tuir beneficiano di un trattamento fiscale diverso. Secondo l’articolo 68, comma 6, del Tuir, in caso di acquisto per successione, il costo fiscale si assume come il valore definito o dichiarato ai fini dell’imposta di successione. Per i titoli esenti dall’imposta, si considera il valore normale alla data di apertura della successione.

In pratica, l’erede riceve le azioni con un nuovo valore fiscale di partenza, senza dover pagare alcuna tassa sulle plusvalenze accumulate dal defunto. Questo meccanismo può rivelarsi estremamente vantaggioso, soprattutto per chi desidera trasmettere un patrimonio diversificato e ben gestito ai propri eredi.

Un esempio concreto: il valore del vantaggio fiscale

Immaginiamo un investitore di 67 anni che, dopo aver venduto la sua prima casa, decide di investire 200.000 euro in azioni dirette con l’obiettivo di trasmettere il capitale ai suoi figli. Supponendo un rendimento composto annuo del 7% per un pacchetto di 50 azioni, dopo 20 anni il capitale sarebbe lievitato a 773.936,87 euro, con una plusvalenza di 573.936,87 euro.

Se lo stesso capitale fosse stato investito in un fondo o in un ETF, la plusvalenza sarebbe stata tassata al 26%, con una perdita fiscale di circa 149.224 euro. Questo esempio dimostra come la scelta delle azioni dirette possa fare una differenza significativa nel lungo periodo.

Diversificazione e gestione del rischio

Tuttavia, investire in azioni dirette presenta alcuni svantaggi. La gestione di un portafoglio diversificato richiede competenze elevate e una buona conoscenza del mercato. Inoltre, la volatilità dei singoli titoli può influenzare le decisioni emotive degli investitori, compromettendo il vantaggio fiscale.

Per mitigare questi rischi, è possibile utilizzare tecnologie avanzate come il direct indexing che permette di esporsi direttamente agli indici attraverso l’acquisto delle singole azioni. Questa strategia è già diffusa negli Stati Uniti e può essere un valido strumento per gestire un portafoglio diversificato.

Nonostante i potenziali svantaggi, il vantaggio fiscale offerto dalle azioni dirette in caso di successione è un fattore da non sottovalutare. Per chi è disposto a gestire un portafoglio diversificato e a mantenere una visione di lungo periodo, questa scelta può rivelarsi estremamente vantaggiosa.

La scelta tra azioni dirette e fondi d’investimento può fare una differenza significativa, soprattutto in ottica successoria. Valutare attentamente le proprie esigenze e le proprie competenze è fondamentale per prendere decisioni informate e proteggere il futuro dei propri cari.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.