Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase di trasformazione significativa, con tendenze che stanno ridefinendo il panorama del settore. Secondo le ultime analisi, il 2026 ha visto una crescita del 9,5% nelle compravendite residenziali, trainata principalmente dalla domanda di prima casa. Questo trend positivo si accompagna a un aumento dei prezzi del 3,5% rispetto al 2026 e a una riduzione dei tempi medi di vendita, che si attestano ora a circa 150 giorni.
In un contesto europeo caratterizzato da maggiore selettività negli investimenti, l’Italia si distingue per la sua dinamica, sostenuta da fattori strutturali che continuano a rafforzare l’attrattività del mercato immobiliare. La qualità dell’immobile, l’efficienza energetica e la capacità di mantenere valore nel tempo sono diventati elementi centrali nelle scelte di acquisto.
L’importanza dell’efficienza energetica e dei mutui green
Uno dei driver principali del mercato immobiliare italiano è l’efficienza energetica. Nel 2026, gli immobili in classe energetica A e B hanno registrato un incremento di oltre il 25% delle unità vendute rispetto a due anni fa. Questi immobili non solo presentano prezzi medi superiori del 40% rispetto a quelli in classi energetiche più basse, ma risultano anche più liquidi sul mercato, con tempi medi di vendita inferiori dell’8%.
Parallelamente, continua a crescere il peso dei mutui green. Secondo le rilevazioni, le soluzioni dedicate agli immobili efficienti hanno raggiunto tassi fissi intorno al 2,19% nel secondo semestre del 2026, con rate mediamente inferiori del 15% rispetto ai mutui tradizionali. Questo fattore contribuisce ulteriormente a sostenere la domanda di abitazioni ad alta efficienza energetica.
La crescita dinamica del Sud e delle Isole
Accanto al tema energetico, il mercato immobiliare nel Sud e nelle Isole sta mostrando una vivacità crescente. Mentre Nord e Centro mostrano una progressiva stabilizzazione, il Mezzogiorno registra una dinamica più sostenuta delle compravendite, invertendo il trend negativo degli ultimi anni. Il Sud ha fatto registrare nel 2026 il dato più performante dell’intero periodo osservato, sostenuto da valori immobiliari più accessibili e da maggiori prospettive di rivalutazione nel medio periodo.
Il profilo della domanda abitativa continua a evolversi. Pur restando il trilocale la tipologia più richiesta a livello nazionale, cresce il peso delle abitazioni di maggiore metratura. Quadrilocali e case con cinque locali rappresentano oggi complessivamente quasi il 38% della domanda. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel Centro e nel Sud Italia, dove i quadrilocali intercettano rispettivamente il 20% e il 27% delle transazioni, mentre le abitazioni con cinque locali raggiungono quote pari al 22% nel Centro Italia e al 30% nel Mezzogiorno.
Il mercato immobiliare non residenziale: resilienza e valore sociale
Il mercato immobiliare commerciale italiano ha registrato risultati record nel 2026, evidenziando non solo un ulteriore incremento dei volumi ma anche una profonda trasformazione qualitativa. Il comparto Retail ha registrato un primato storico con un aumento del 46% rispetto al 2026, trainato principalmente dal segmento Out-of-Town. Il modello europeo del brand experience hub si conferma anche in Italia, con una forte spinta verso il leisure e il food.
Nel settore Hospitalityseconda forza del mercato nel 2026 con una crescita del 20%, vengono premiate le strategie value-addfocalizzate sulla riconversione di uffici obsoleti o edifici storici in strutture ricettive di fascia alta. Si registra inoltre uno spostamento strategico verso il segmento luxury.
La Logistica ha confermato il proprio ruolo centrale nel mercato italiano, con una crescente attenzione a efficienza energetica, sostenibilità e qualità degli immobili. Con 2 miliardi di euro di investimenti (+30%), il comparto è in ripresa, trainato da capitali internazionali per il 98%. Tra gli elementi più interessanti si segnala il progressivo avvicinamento dei canoni dell’area romana rispetto a quelli milanesi e la crescente integrazione del settore allo sviluppo dei Datacenter.
Il mercato degli Uffici ha registrato una flessione annua del 14% con volumi per 1,8 miliardi di euro. È dominato dal fenomeno del flight-to-qualityuna domanda polarizzata verso asset Grade A e certificati ESG nei distretti centrali, dove i tassi di vacancy rimangono minimi.


