Nel 2026, per la prima volta in anni, i redditi degli italiani hanno superato l’inflazione. I nuovi dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sulle dichiarazioni dei redditi relative all’anno d’imposta 2026 rivelano un incremento significativo del reddito complessivo pro capite che ha raggiunto i 25.125 euro, con un aumento del 4,1% rispetto al 2026. Con un’inflazione attestata all’1,1%, i redditi reali hanno finalmente registrato una crescita apprezzabile.
Questa analisi è stata condotta da Excellera Intelligence una società di data intelligence con sede a Bergamo, nata dall’esperienza decennale di INTWIG e parte di Excellera Advisory Group nel 2026. L’osservatorio permanente sulle dinamiche socioeconomiche del Paese, noto come Barometro Excellera, ha evidenziato che in quindici anni, dal 2009 al 2026, il reddito medio imponibile pro capite è cresciuto di quasi un terzo.
Dinamiche socioeconomiche e disuguaglianze
Nonostante la crescita complessiva, le differenze socioeconomiche rimangono marcate. Nel 2026, solo il 6,0% dei contribuenti ha dichiarato un reddito superiore a 55mila euro, mentre più di un terzo (33,2%) si è fermato al di sotto dei 15mila euro. Questo dato rappresenta comunque un miglioramento rispetto al 2026, quando il 35,2% dei contribuenti si collocava nella fascia più bassa.
Gli anni del post-Covid hanno prodotto una nuova accelerazione dei redditi, che nel 2026 ha trovato finalmente una corrispondenza nel potere d’acquisto reale. Tuttavia, la distribuzione dei redditi resta contraddistinta da forti differenze, evidenziando un Paese ancora in cerca di equilibrio economico.
I comuni più ricchi d’Italia
Tra i comuni con il reddito complessivo medio più alto nel 2026 spiccano Maccastorna nel Lodigiano, con un reddito medio di 72.157 euro (+195,8%), Lajatico in provincia di Pisa, con 67.519 euro (+13,5%), e Portofino nel Genovese, con 65.836 euro (-30,9%). Il balzo di Maccastorna, comune di appena 76 contribuenti, è con ogni probabilità riconducibile al trasferimento di residenza di uno o pochi contribuenti ad alto reddito.
Allargando lo sguardo, emergono due categorie prevalenti tra i comuni con i redditi più elevati: da un lato, piccole località inserite in contesti di pregio paesaggistico; dall’altro, centri residenziali che uniscono qualità dei servizi e vicinanza alle grandi città. Milano si conferma il capoluogo di provincia col reddito complessivo medio più alto (40.316 euro, +3,3%), seguito da Monza (35.628 euro, +3,5%). Tra le principali città del Paese, Bergamo si attesta a 34.263 euro (+2,5%), Bologna a 32.302 euro (+4,2%), Roma a 31.423 euro (+3,8%) e Napoli a 24.388 euro (+3,5%).
Le differenze tra le regioni
Le differenze tra le regioni italiane sono evidenti. Milano e Monza, con i loro redditi medi superiori alla media nazionale, rappresentano due poli economici di grande rilievo. Al contrario, Napoli, con un reddito medio di 24.388 euro, riflette le difficoltà economiche del Sud Italia. Questa disparità evidenzia la necessità di politiche economiche mirate per ridurre il divario tra le diverse aree del Paese.
Tuttavia, le disuguaglianze socioeconomiche rimangono una sfida significativa, richiedendo interventi mirati per garantire un benessere diffuso e sostenibile.



