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14 Giugno 2026

Rinvio a giudizio richiesto per 25 persone per una presunta truffa in criptovalute legata a diamanti e Big Data

La Procura di Spoleto ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 25 indagati coinvolti in una presunta truffa che prometteva rendimenti su una criptovaluta vincolata a diamanti e alla commercializzazione dei Big Data, con un giro d'affari stimato intorno a 38 milioni di euro.

Rinvio a giudizio richiesto per 25 persone per una presunta truffa in criptovalute legata a diamanti e Big Data

L’autorità giudiziaria di Spoleto ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 25 persone ritenute responsabili di una complessa vicenda legata alle criptovalute. Le indagini, avviate nel 2026, hanno coinvolto i reparti speciali della Polizia Valutaria e la Guardia di Finanza con accertamenti svolti nelle sedi di Milano, Roma e Perugia.

Secondo la ricostruzione emersa dagli atti, la presunta frode verteva sulla promozione di una moneta virtuale pubblicizzata online come collegata al valore dei diamanti e alla commercializzazione dei Big Data. Le promesse di profitti elevati si sono tuttavia rivelate difficili da realizzare al momento della conversione in denaro contante.

Accuse, reati contestati e ricostruzione degli inquirenti

Gli indagati devono rispondere di più capi di imputazione: truffaabusivismo finanziario e autoriciclaggio. Secondo la Procura, l’attività sarebbe stata esercitata senza le autorizzazioni previste dalla normativa finanziaria, configurando così l’abusivismo finanziario quando prodotti e servizi vengono offerti senza i necessari titoli autorizzativi.

Le attività investigative hanno evidenziato che i proventi ottenuti dagli investitori venivano sistematicamente reinvestiti in altre operazioni speculative, una modalità che gli inquirenti definiscono come autoriciclaggio quando i frutti dell’attività illecita vengono convertiti o impiegati in nuovo circuito economico per ostacolare l’accertamento della provenienza.

Numeri dell’inchiesta e stima del giro d’affari

Gli investigatori hanno stimato il volume degli affari collegabili all’operazione in circa 38 milioni di euro. L’indagine ha preso avvio nel 2026 e, nella documentazione della Procura, si ipotizza che la platea degli investitori potenzialmente coinvolti possa essere molto ampia, con segnalazioni arrivate da più Paesi ma per ora poche denunce formali ricevute rispetto al numero stimato di aderenti.

Struttura dell’organizzazione e profili delle persone indagate

Nel gruppo degli indagati figura un informatico domiciliato a Cascia indicato dagli inquirenti come il possibile promotore tecnico del sistema. Tra i nomi citati compare anche una socia e cofondatrice della società di consulenza legata all’operazione, domiciliata fiscalmente a Foligno ma originaria di Latina.

Secondo l’accusa, la rete era organizzata su più livelli e si avvaleva di canali web e social per reclutare investitori, prospettando la riconvertibilità della moneta virtuale in valuta reale grazie a presunti legami con il mercato dei diamanti e con la vendita di dati. Gli inquirenti parlano di un sistema piramidale ben articolato che avrebbe reso problematico ottenere il rimborso o la conversione in denaro effettivo per molti sottoscrittori.

Ruoli specifici e posizione difensiva

Tra gli indagati c’è un imprenditore domiciliato a Cascia ritenuto dagli inquirenti il fulcro tecnico-operativo dell’iniziativa, e una cofondatrice legata alle stesse società che avrebbe condiviso responsabilità nella promozione dei prodotti. I difensori hanno comunicato di non avere ancora ricevuto notifica formale della richiesta di rinvio a giudizio e sottolineano che gli atti devono essere valutati nel contraddittorio processuale.

Le indagini hanno visto il coordinamento della Procura locale, con il procuratore che ha diretto l’attività dei nuclei di investigazione finanziaria. Le attività si sono svolte su più fronti, tra verifiche contabili, acquisizione di documentazione aziendale e analisi dei flussi finanziari sui conti utilizzati per le sottoscrizioni della criptovaluta.

Il quadro emerso dai riscontri investigativi ha portato Il procedimento proseguirà ora con le fasi processuali previste dalla legge.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.