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16 Agosto 2026

Scambi in-kind di Bitcoin: BlackRock riduce la soglia minima a 1 milione di dollari

BlackRock ha reso più accessibili gli scambi in-kind di Bitcoin nel suo ETF IBIT, abbassando la soglia minima da 25 a 1 milione di dollari. Una mossa che potrebbe rivoluzionare il mercato degli ETF Bitcoin.

Scambi in-kind di Bitcoin: BlackRock riduce la soglia minima a 1 milione di dollari

BlackRock ha compiuto un passo significativo nel rendere più accessibili gli scambi di Bitcoin attraverso il suo ETF iShares Bitcoin Trust (IBIT). La società ha infatti ridotto la soglia minima per le operazioni in-kind da 25 milioni a 1 milione di dollari, una decisione che potrebbe avere un impatto profondo sul mercato degli ETF Bitcoin.

Questa modifica, annunciata da Robbie Mitchnick, responsabile degli asset digitali di BlackRock, durante un’intervista su Bloomberg TV il 10 agosto 2026, apre nuove opportunità per una fascia più ampia di investitori istituzionali. La riduzione del 96% della soglia minima rappresenta un passo verso la democratizzazione degli scambi di Bitcoin attraverso gli ETF.

La nuova soglia e le sue implicazioni

La possibilità di scambiare bitcoin direttamente con azioni IBIT senza passare per il contante era inizialmente riservata a pochi grandi operatori. Con la nuova soglia di 1 milione di dollari, questa opportunità si estende a un numero maggiore di partecipanti autorizzati, tra cui consulenti finanziari registrati, family office e società di trading di medie dimensioni.

Questa mossa è stata resa possibile grazie all’approvazione da parte della SEC del meccanismo di scambio in-kind per gli ETF su Bitcoin spot a luglio 2026. Prima di questa approvazione, gli ETF su Bitcoin spot erano operativi solo con un modello cash, limitando significativamente la flessibilità degli investitori.

Vantaggi fiscali e liquidità

Uno dei principali vantaggi di questa nuova modalità di scambio risiede nel trattamento fiscale. IBIT opera come un grantor trust il che significa che l’IRS considera gli azionisti come se detenessero ancora i Bitcoin all’interno del fondo. Questo dettaglio può avere un impatto significativo sulle plusvalenze, rendendo gli scambi in-kind una scelta più vantaggiosa rispetto alla vendita diretta di Bitcoin.

Inoltre, una base più ampia di partecipanti autorizzati può contribuire a migliorare la liquidità del mercato secondario. Più società possono intervenire per correggere le discrepanze di prezzo tra il valore delle azioni IBIT e il relativo valore patrimoniale netto, riducendo gli spread denaro-lettera e rafforzando la stabilità del fondo.

Il contesto di mercato

La tempistica di questa decisione è particolarmente interessante. Gli ETF su Bitcoin spot hanno registrato afflussi significativi la scorsa settimana, con oltre 850 milioni di dollari di entrate, la migliore performance da aprile. Tuttavia, i flussi sono stati altalenanti, con deflussi per 145 milioni di dollari solo il 10 agosto.

Nonostante queste fluttuazioni, l’interesse per gli ETF Bitcoin rimane forte. La riduzione della soglia minima per gli scambi in-kind potrebbe attrarre nuovi investitori, offrendo loro un’opportunità più accessibile per partecipare al mercato del Bitcoin attraverso un veicolo regolamentato e trasparente.

Con vantaggi fiscali e una maggiore liquidità, questa mossa potrebbe attirare un numero sempre maggiore di investitori istituzionali e privati, rendendo gli ETF Bitcoin una scelta sempre più popolare nel panorama degli investimenti digitali.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.